Sigaretta elettronica, possibile soluzione al fumo o dispositivo di dubbia sicurezza?

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Con 6 milioni di morti ogni anno, tra malattie cardiovascolari, tumori polmonari, asma, enfisema e bronchite cronica, il tabagismo rappresenta nel mondo la seconda causa di morte evitabile ed è responsabile di un numero di decessi  superiore a quello per incidenti, alcol  e obesità. Malgrado i numeri preoccupanti, i fumatori del pianeta sono ancora più di  un miliardo, 13 milioni  in Italia.

I metodi per smettere di fumare non mancano, ma per abbandonare definitivamente la sigaretta serve soprattutto una forte motivazione, che in pochi hanno: nella penisola ogni anno meno di 18 mila persone si rivolgono ai centri antifumo (afferenti al SSN e alla LILT, la Lega Italiana per la lotta contro i tumori), e  su  14 fumatori, solo sette hanno provato almeno una volta, ma solo il 5 per cento resiste per oltre un anno. Oltre alla forza di volontà e alla psicoterapia, resta valida anche l'utilità della terapia farmacologia, che con  gomme da masticare a base di  nicotina e cerotti a lento rilascio di questa sostanza, con il bupropione cloridrato e  la vareniclina, è efficace nel 25 per cento dei casi.

Sulla sigaretta elettronica c'erano molte aspettative da parte del mondo scientifico, perchè questo dispositivo sembrava una possibile soluzione alternativa per abbandonare "le bionde", ma negli ultimi tempi diversi dati ne hanno messo in dubbio la sicurezza.  In particolare, uno studio italiano dello scorso anno aveva suggerito come l’assunzione di nicotina e la dipendenza fossero  addirittura analoghe a quelle da fumo ‘normale’, l’effetto ansiogeno addirittura maggiore, mentre l’astinenza acuta era minore. Resta comunque il fatto che passare alla e-cig è utile per ridurre il danno respiratorio e, secondo gli esperti, se il 50% dei fumatori italiani passasse alla sigaretta elettronica si potrebbero salvare oltre 40 mila vite ogni anno e risparmiare almeno 3 miliardi di costi sanitari.

Il vero problema è saperla usare nel modo giusto, con un percorso guidato e personalizzato, che renda consapevole chi vuole smettere di fumare degli enormi vantaggi per la salute,  come ha recentemente suggerito un nuovo manuale dal titolo ‘La verità sulla sigaretta elettronica’ (disponibile su Amazon in versione Kindle scaricabile). Il libro, scritto  dal  medico Fabio Beatrice, Direttore  del Centro Antifumo San Giovanni Bosco di Torino   e  dalla giornalista scientifica Johann Rossi Mason, intende guidare passo passo e in modo personalizzato chi  vuole smettere di fumare,  tenendo presente le caratteristiche di ogni paziente (tipo di fumatore, fabbisogno di nicotina all'inizio del percorso, alimentazione seguita), per arrivare a scalare in modo giusto la quantità di nicotina e portare alla disassuefazione.  Gli autori dimostrano anche come i miglioramenti  si possano toccare con mano sin dai primi giorni  per poi aumentare rapidamente: dopo 20 minuti dalla fine dell’ultima sigaretta la pressione arteriosa si normalizza, dopo 8 ore il livello di ossigeno inizia a normalizzarsi, dopo due settimane il cuore pompa il sangue con rinnovato vigore, la funzione polmonare migliora del 30%, dopo 5 anni la mortalità per tumore polmonare torna quasi normale e dopo 10 il rischio di ammalarsi di un tumore fumo-correlato torna ad un livello di rischio da semaforo verde.

Il Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torinoinsieme ai ricercatori dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità hanno monitorato l’uso dell’e‐cig in 34 forti fumatori (18 uomini e 16 donne, di età media di 40 anni), che consumavano circa 20 sigarette al giorno da almeno venti anni, ma resistenti ad ogni tipo di intervento di cessazione al fumo.  “Già dopo il primo mese di studio, il 74% dei partecipanti utilizzava la sola sigaretta elettronica, il 18% fumava sia la sigaretta elettronica che una/cinque sigarette normali e solo un 8% dei partecipanti continuava a fumare le normali sigarette” spiega Fabio Beatrice, “I fumatori di elettronica e i fumatori misti presentavano un valore di monossido di carbonio nell’espirato significativamente più basso, raggiungendo i livelli cosiddetti normali (0,3‐0,5%) presenti nella popolazione non fumatrice. Dopo otto mesi dall’inizio dello studio, più  della metà usava solo la sigaretta elettronica, un 24% si dichiarava fumatore misto ed   un 26% tornava ad essere fumatore di sole sigarette di tabacco, ma in questi ultimi due gruppi c'era una riduzione significativa del numero di sigarette quotidiane,  con una conseguente diminuzione del monossido di carbonio nell’espirato e dell’indicatore di danno polmonare”. 

Per conoscere il centro antifumo più vicino a casa basta chiamare  il Telefono Verde contro il Fumo 800 554088, dell'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OssFAD) dell’Istituto Superiore di Sanità, oppure la Quit line “SOS fumo” 800998877 della LILT 

 

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