Rinite, intervenire su più fronti

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Starnuti ripetuti, naso chiuso, prurito, secrezione nasale, spesso associati a congiuntivite, lacrimazione e senso di stordimento, ma anche a tosse e, nei casi più gravi, ad asma (per la cui insorgenza la rinite rappresenta un fattore di rischio): ad accusare questi disturbi, scatenati nell'area mediterranea da alcuni pollini, è il 15- 30 per cento degli italiani, ma un ruolo sempre più forte è giocato oggi dall'inquinamento atmosferico e dal fumo, irritanti e favorenti la maggiore predisposizione all’allergia.

I costi socio- sanitari della rinite sono rilevanti:stando ai dati del Progetto Aria (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma), oltre un terzo di chi è affetto da rinite, oltre a non sentire profumi e sapori per colpa della congestione nasale, dorme meno, riducendo del 40 per cento le performance scolastiche e lavorative. "I pazienti rinitici - spiega Oliviero Rossi, allergologo SOD immunoallergologia Azienda Universitaria Careggi di Firenze - si lamentano spesso per lacongestione nasale perché, pur non essendo un sintomo grave, incide fortemente sulla qualità della vita, soprattutto sul rendimento durante il giorno. Basti pensare che negli Stati Uniti è stato evidenziato come i disturbi del sonno legati alla rinite allergica, condizionino il rendimento lavorativo, ponendo questa patologia al primo posto tra le cause di assenteismo dal lavoro".

Prevedere la durata dei sintomi delle riniti allergiche è oggi sempre più difficile: i cambiamenti climatici condizionano fortemente la durata delle stagioni dei pollini, delle rifioriture impreviste e di conseguenza dei sintomi più persistenti. Per conoscere in modo più preciso le concentrazioni polliniche atmosferiche per le differenti aree geografiche, sono disponibili i “bollettini dei pollini”, che diffondono ogni settimana i dati sulle concentrazioni medie giornaliere dei pollini e di alcune spore fungine, grazie a più di 60 centri di monitoraggio nella penisola, coordinati dall'Associazione Italiana di Aerobiologia. 

Ma non è tutto. «Oggi sappiamo bene che la rinite può essere in agguato anche quando non ce l'aspettiamo - continua Rossi - soprattutto nei casi in cui il paziente sia allergico a più sostanze. E così oltre ai pollini, per esempio, bisogna fare attenzione agli acari della polvere, soprattutto con l'avvicinarsi delle vacanze, quando si riaprono le case al mare restate chiuse per mesi". 

I sintomi, specie se leggeri, possono essere controllati con farmaci antistaminici e  decongestionanti nasali per uso locale che, pur dando un sollievo immediato dei sintomi associati alla rinite, possono però creare dipendenza, danneggiare la mucosa nasale e provocare  sonnolenza.  Vanno comunque assunti sempre dopo aver consultato un medico e aver fatto gli accertamenti allergologici per impostare un’adeguata terapia di “fondo”. 

La ricerca continua senza sosta e oggi, soprattutto per i rinitici in cui il sintomo predominante è l'ostruzione nasale, è disponibile una nuova terapia d'attacco, costituita da un antistaminico di seconda generazione, la desloratadina, che non provoca sonnolenza, associato a pseudoefedrina solfato, decongestionante per liberare il naso, il tutto in una sola compressa: in poche ore, e per un periodo massimo di cinque giorni, ci si libera di questo sintomo fastidioso, senza alterare la mucosa.

La via nasale è invece quella più usata per terapie a base di corticosteroidi “locali” con scarsissimo assorbimento e quindi ben tollerati. In questo caso ogni spruzzo contiene la giusta dose di farmaco e l’erogatore (device) è studiato per consentire la corretta assunzione. "Gli “spray” a base di corticosteroidi per uso locale, cosiddetti di “ultima generazione” e provvisti di bassissimi effetti sistemici-aggiunge l'esperto- possono essere utilizzati anche per periodi prolungati senza rischi particolari per i pazienti e sono particolarmente indicati quando la rinite è complicata dalla poliposi nasale". 
 
L'unico trattamento in grado di indurre una tolleranza immunologia verso la sostanza cui si è sensibili, modificando così la storia naturale della malattia allergica, è però il “vaccino” anti allergico(somministrabile sia in iniezioni, ma anche in gocce o compresse per via sublinguale). Il trattamento desensibilizzante riduce i sintomi della rinite allergica e diminuisce nel tempo il rischio di sviluppare l’asma (presente nel 40 per cento di chi soffre di rino-congiuntivite). Il vaccino, che va fatto per almeno tre anni, va somministrato però prima della pollinazione (in genere nel tardo autunno) e deve proseguire durante la stagione pollinica. 

E la prevenzione? Oltre a valutare il periodo di pollinazione di piante ed erbe a cui si è allergici, consultando i calendari pollinici, è utile seguire alcuni consigli: evitare di soggiornare in ambienti ad alta concentrazione pollinica nei periodi “critici”, preferendo, se possibile l'ambiente “ marino”, tenere i finestrini chiusi in macchina e accendere i sistemi di condizionamento provvisti di filtri anti particolato. Nel periodo di massima pollinazione, chi soffre di allergia primaverile dovrebbe praticare sport preferibilmente nelle prime ore del mattino, mai in quelle centrali della giornata, evitando poi bicicletta o motorino (possono essere utili mascherine a copertura di bocca e naso e occhiali da sole).

 

 

 

 

 

 

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