Ipertensione e dieta, un binomio da non sottovalutare

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

L'ipertensione è uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare, responsabile  del 40 % delle morti per ictus e del 25 % di quelle per malattia coronarica. Eppure, dei 15 milioni di italiani ipertesi, solo la metà sa di esserlo e oltre il 60 % non raggiunge con le cure i valori pressori ottimali, anche perché spesso le terapie non sono seguite in modo costante.

I farmaci da soli però non bastano ed è fondamentale intervenire anche sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari, per riportare alla normalità i valori della pressione, almeno nelle forme lievi. Chi soffre di pressione alta dovrebbe fare attività fisica, smettere di fumare e perdere peso, se ha chili di troppo (per ogni chilogrammo di peso in meno la pressionearteriosa si riduce di un millimetro di mercurio), visto che sia l'abitudine al fumo, sia il sovrappeso, favoriscono l'aumento.

Gli interventi nutrizionali sono ormai riconosciuti come strategie altrettanto importanti per la prevenzione primaria dell'ipertensione e come alleati della terapia  farmacologica  per diminuire il rischio cardiovascolare. Uno studio scientifico recente pubblicato sulla rivista "New England Journal of Medicine", così come altri studi precedenti, ha dimostrato come la nostra Dieta Mediterranea (ricca di olio d'oliva, frutta, verdura, legumi, cereali, pesce e carne magra, ma povera di latticini, carne rossa, alcolici, salumi e dolci) possa aiutare a ridurre il rischio cardiovascolare, anche in chi soffre di altre patologie, come diabete mellito, obesità o dislipidemia o con familiarità per malattie cardiovascolari precoci.

Il ruolo della dieta è sottolineato anche quest'anno in occasione della XII° Giornata Mondiale dell'Ipertensione (il 17 maggio) e in particolare dalla campagna di sensibilizzazione internazionale "Make your Heart Feel Good", portata avanti negli ultimi anni da Daiichi Sankyo per incoraggiare i pazienti ipertesi e la popolazione generale a prevenire e gestire questa patologia attraverso semplici cambiamenti dello stile di vita.

Ma come comportarsi in pratica a tavola? Il primo passo è ridurre il sale nei piatti, perché un  suo consumo eccessivo e quindi un elevato apporto di sodio, può favorire l'ipertensione arteriosa, soprattutto nelle persone predisposte. Negli ipertesi la diminuzione del sale nella dieta determina mediamente una riduzione della pressione sistolica di 5 mmHg e della diastolica di 3 mmHg, tanto che L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non introdurre più di 2 grammi di sodio con la dieta giornaliera, ossia  circa 5 grammi di sale da cucina, contenuti in un cucchiaino da tè raso. La sola dieta povera di sodio sarebbe in grado non solo di curare un terzo degli ipertesi, soprattutto nei casi al limite della normalità, in cui la minima oscilla intornoai 90 mmHg, ma di ridurre anche il numero dei farmaci, necessari nei casi più gravi.

Il sale non viene aggiunto solo nella preparazione dei cibi, ma è anche naturalmente presente negli alimenti, in quelli conservati e nei prodotti pronti (snack salati, patatine in sacchetto, olive, alcuni salumi e formaggi, dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape). Per rendere i piatti saporiti senza usare il sale si possono usare erbe aromatiche (come aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio), spezie (come pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry), ma anche succo di limone e aceto.  Quanto al sale dietetico, contiene meno sodio, perché parte del cloruro di sodio è sostituito da cloruro di potassio, ma non bisogna eccedere.

Ma non basta: è importante introdurre più frutta e verdura, che contengono antiossidanti,  in grado di combattere i radicali liberi, responsabili di danni ai vasi sanguigni, e potassio, capace di abbassare i valori pressori.  Unostudio, pubblicato quest'anno sulla rivista "International Journal of Hypertension", ha dimostrato che l'elevata concentrazione di nitrati inorganici (>250mg/100g), contenuti nella lattuga, bietola, rucola, spinaci e soprattutto nelle barbabietole rosse, aumentano i livelli dell'ossido nitrico nel sangue, favorendo l'abbassamento della pressione arteriosa, già con l'assunzione di una singola dose al giorno.

Altra misura importante è diminuire i grassi, il cui apporto elevato, soprattutto di grassi saturi presenti negli alimenti di origine animale e nei latticini grassi, può aumentare i livelli di colesterolo nel sangue, che a sua volta aumenta il rischio di infarto, ictus e arteriopatie periferiche.

Tra i cibi consigliati per combattere l'ipertensione ci sono il cioccolato amaro (10 g al giorno, un quadratino circa), il mirtillo, l'aglio, il peperoncino, il pomodoro, ricco di potassio, e la  barbabietola rossa, ricca di nitrati inorganici. Tra i cibi sconsigliati, rientrano invece la liquirizia, il cui abuso può provocare ritenzione idrica e conseguente aumento della pressione, il caffè, ricco di sostanze vasocostrittrici, le salse pronte, come ketchup, maionese e salsa di soia, ricchi di sale, i  salumi e le carni lavorate, i cibi in scatola, pronti, spesso addizionati con sale, o conservati sotto sale.

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