Afte, quelle fastidiose, e spesso dolorose, ulcerette della bocca

Brigida Stagno
di Brigida Stagno  - Medico

Comunemente viene chiamata “afta” ed è una piccola ulcera orale molto fastidiosa, spesso dolorosa, che si presenta periodicamente nel tempo soprattutto sulla mucosa della bocca, della lingua e delle labbra, magari scatenata da particolari cibi. In realtà, si tratta della cosiddetta stomatite aftosa ricorrente, che colpisce circa il 10-20 per cento della popolazione generale, in misura maggiore adolescenti e giovani. Riconoscerla e capirne le cause è però importante, perche se nella maggior parte dei casi si tratta di una patologia del tutto benigna, in altri può essere la spia locale di una malattia più complessa.

Le cause non sono chiare, ma in gioco potrebbero esserci più fattori coinvolti, tra i quali certamente la predisposizione genetica e gli squilibri immunologici. E' importante però considerare anche la personalità di chi ne soffre e le sue abitudini dietetiche. Correlati con la comparsa delle ulcerette (che possono essere singole o multiple e assolutamente non contagiose) in persone predisposte, sono anche i cambiamenti ormonali, i traumi locali (per esempio lo spazzolamento poco delicato della mucosa della bocca durante il lavaggio dei denti o il morso accidentale e involontario), l'ipersensibilità verso alcuni alimenti (come latte vaccino, noci, ananas, kiwi, fragole, formaggio, pomodori, cioccolato), sostanze contenute nei dentifrici, ma anche l'ansia, la depressione, lo stress, fattori microbiologici e addirittura l'abitudine al fumo di sigaretta.

Da un punto di vista clinico le afte si suddividono in afte minor, le più frequenti in assoluto, afte major ed erpetiformi: le prime, che rappresentano il 75-85 per cento di tutte le lesioni aftosiche, sono più superficiali, di diametro non superiore a 8-10 mm e tendono a guarire in 10 - 12 giorni senza lasciare cicatrici. Le afte major, il 10.-15 per cento, sono simili alle minor, ma più profonde, con margini più rilevati, superiori a 1 cm e guariscono in 2 settimane-tre mesi, a volte lasciando cicatrici. Le afte erpetiformi, il 10 15 per cento delle afte, colpiscono invece soprattutto le donne e sono in genere multiple, piccole (1-3 mm), rotonde, molto dolorose. Assomigliano a quelle associate all'herpes simplex, che compaiono nel cavo orale e tendono a confliuire poi in un'unica lesione più grande, che guarisce in una-due settimane. Le afte possono essere accompagnate dal rigonfiamento dei linfonodi sotto la mandibola.

Ma quali sono le malattie che si associano all'aftosi ricorrente? La carenza nutrizionale di ferro, vitamina B12 e acido folico, la celiachia, le malattie infiammatorie intestinali (rettocolite ulcerosa e morbo di Crohn), le immunodeficienze di varia natura (anche l'HIV), l'assunzione di alcuni farmaci, il morbo di Behcet, la neutropenia ciclica, la sindrome di Sweet (febbre periodica, stomatite aftosica faringite e adenite).

La diagnosi è importante e per poter rientrare nella definizione di aftosi ricorrente, le ulcerette devono soddisfare alcuni criteri: essere ricorrenti, cioè presentarsi periodicamente nel tempo, avere le caratteristiche morfologiche delle afte minor, major o erpetiformi, guarire in un periodo di tempo limitato. Vanno quindi distinte da altre ulcere orali della bocca, che si presentano con caratteristiche diverse in altre malattie, come la sifilide, alcune patologie immunitarie, tumori, malattie del sangue.

Se si soffre di aftosi ricorrente, il primo passo è parlarne con il proprio medico, che richiederà, in caso di afte che compaiono di frequente, esami del sangue di routine e altre indagini, come il dosaggio dell'acido folico, ferro e vit 12, i test per la malattia celiaca (ricerca degli anticorpi specifici e test genetici), e altri per valutare eventuali malattie sistemiche.

Se gli esami del sangue sono negativi (e quindi non si sospetta la presenza di malattie sistemiche più complesse), bisognerà considerare e modificare quei fattori predisponenti, tra cui lo stress, i cambiamenti ormonali, l'assunzione pregressa di alcuni farmaci.

La cura ? E' importante seguire una dieta selettiva (abolendo i cibi potenzialmente irritanti), rispettare una buona igiene orale, eliminare gli agenti traumatici, evitare dentifrici contenenti sostanze particolari, come il sodium lautyl sulphate, applicare gel per la rigenerazione tissutale, usare colluttori a base di antisettici, come la clorexidina senza alcol e in caso di dolore forte applicare analgesici topici,ripristinare la flora microbica intestinale con l'assunzione prolungata di probiotici,  mentre nelle forme più resistenti e nel caso delle afte major ricorrere (con la richiesta del medico) a cortisonici topici e sistemici.

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