Quando siamo pronti per una nuova relazione?

Caterina Steri
di Caterina Steri  - Psicoterapeuta

Finita una relazione che si fa? C’è chi decide di non volerne sapere per un bel po’ perché troppo sfiduciato e provato dalla rottura, c’è chi spera in un ritorno di fiamma e chi va alla ricerca immediata di un’altra storia perché non sopporta la solitudine.

Come sempre, siamo tutti diversi e tutti affrontiamo le situazioni in modo totalmente personale. Ma quando possiamo dire di essere davvero pronti per vivere serenamente una nuova relazione senza avere il patema d’animo della solitudine?

Non c’è sicuramente un periodo di tempo preciso, forse però delle condizioni personali da considerare. Affronto quotidianamente con i miei pazienti tematiche del genere, soprattutto perché si chiedono il motivo per cui tendano a stare con persone da cui non ottengono soddisfazioni relazionali? Dal mio punto di vista non sono situazioni casuali, ma frutto di dinamiche personali e comportamentali reiterate nel tempo che, in fin dei conti, portano a stare con persone che hanno più o meno sempre le solite caratteristiche. Ecco svelato il mistero del “perché succede sempre a me?”

Forse il momento ideale per iniziare una relazione felice è quando si sta bene da soli, quando non si sente il bisogno di avere una persona affianco per colmare i vuoti personali ma per avere qualcosa in più rispetto a quello che già si è e che da soddisfazione di se stessi. Quando si è liberi dalla paura della solitudine e quando si apprezzano e si ricercano i momenti per stare soli.  La capacità di stare con se stessi è indice di  quanto ci si apprezzi e del non bisogno di elemosinare la compagnia altrui. Ci permette inoltre di instaurare relazioni, non solo amorose, ma anche amicali, con persone che si trovano in sintonia con questo modo di essere in cui la libertà e lo spazio individuale vengono rispettati. E porta a rifuggire da chi non condivide questo aspetto e magari tende a volere relazioni simbiotiche.

Quando ci si accinge a conoscere una nuova persona, meglio chiedersi dunque se questa vi piace davvero o se vi state accontentando della sua compagnia?

Se quando non state insieme, vi manca perché l’altro in realtà vi fa stare bene o perché non riuscite a stare soli?

Se state con qualcuno che non vi piace fino in fondo e sperate che prima o poi le cose cambino?

Ecco, se avete risposto affermativamente alle seconde opzioni delle prime due domande e in modo positivo alla terza, sappiate che frequentate quella persona non per il piacere di starci insieme ma perché state semplicemente cercando una strategia (disfunzionale) per evitare di rimanere soli.

Esistono delle semplici domande da farvi che hanno la capacità di aprirvi un mondo di consapevolezze. Domande a cui bisogna avere il coraggio di rispondere con estrema sincerità. Perché non basta solo farsele, ma anche rispondere ad esse nel modo più sincero possibile. Cosa a cui spesso si rinuncia pur di non rimanere soli o al contrario, pur di evitare di immergersi in una storia che potrebbe avere le basi per fiorire in qualcosa di sano e meraviglioso.

Si dice che la realizzazione di noi stessi e dei nostri desideri stia proprio dietro alle nostre paure, vale quindi la pena affacciarsi e vedere cosa si celi dietro ad esse, qualsiasi sia la strada che poi dovremmo percorrere per raggiungere la felicità.

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