L'effetto Pigmalione, noto anche come effetto Rosenthal, o “profezia che si autorealizza”

Caterina Steri
di Caterina Steri  - Psicoterapeuta

Qualche tempo fa un conoscente mi ha parlato di un libro che racconta una storia molto particolare dal titolo "Il banchiere dei poveri" di Muhammad Yunus (1988). L’autore e protagonista del racconto è il fondatore di una banca bengalese, la Grameen, che concede prestiti alle persone molto povere per aiutarle ad avviare delle piccole imprese, senza chiedere loro nessuna garanzia, se non un rapporto basato esclusivamente sulla fiducia. Il banchiere dichiara infatti che tutti siamo dotati di risorse enormi, ma che allo stesso tempo per esprimerle abbiamo bisogno della fiducia altrui per credere in noi stessi e per esserne consapevoli.

Se ci riflettiamo è lo stesso meccanismo secondo cui in base alle impressioni che abbiamo di una determinata persona tendiamo sempre a cogliere i segnali che in un certo senso confermino la nostra idea iniziale.

Questo è quello che noi psicologi chiamiamo effetto  Pigmalione o Rosenthal, dal nome dello psicologo tedesco che ne parlò per primo. La prima denominazione invece si rifà alla mitologia greca  che narra di Pigmalione che dopo aver creato una scultura femminile e vedendone la sua enorme bellezza, chiese alla Dea Afrodite di trasformarla in una creatura umana. La dea accettò la richiesta da cui "nacque" Galatea che aveva esaudito le aspettative e speranze di Pigmalione. Quest’ultimo in un certo senso plasmò la personalità e le doti personali della sua sposa, credendo fortemente in esse.

Tornando alla realtà, stiamo parlando anche dell’influenza psicologica per cui gli individui hanno la tendenza a conformarsi all’immagine che gli altri hanno di loro. Un classico esempio, riprendendo gli esperimenti di Rosenthal, è che se gli insegnanti pensano che un bambino sia più o meno capace degli altri, lo tratteranno, anche inconsciamente, secondo la loro convinzione. A sua volta il bambino, facendo suo il punto di vista dell’insegnante, si comporterà in modo tale da conformarsi ad esso.

E’ un fenomeno che avviene sia in senso positivo che negativo (proprio per questo insisto sempre sul fatto che ci dobbiamo circondare di persone che riescano a credere nelle nostre risorse).

Godere della fiducia altrui, in qualsiasi ambito della nostra esistenza, equivale ad avere in mano un potente strumento per arricchirci e poter cogliere diverse opportunità di vita. La carenza di fiducia altrui invece, rende deficitaria la nostra autostima e rischia di crearci frustrazione e immobilismo.

Possiamo quindi sapere che ognuno di noi ha delle enormi risorse e che per poterle portare alla luce possiamo venire aiutati dalla fiducia e dall’incoraggiamento degli altri. Del resto, cosa ce ne faremmo delle persone che non credono in noi?

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