Malessere familiare? L’importanza del sostegno alla genitorialità

Caterina Steri
di Caterina Steri  - Psicoterapeuta

Accade spesso che delle coppie di genitori si rivolgano a me in situazioni di emergenza perché in crisi nella gestione dei figli. Ad esempio il minore che di punto in bianco si rifiuta di andare a scuola, non mangia o fa le scenate in pubblico.

La coppia genitoriale chiede a noi professionisti di risolvere il problema della prole, identificandolo appunto come esclusivo. In realtà, spesso i figli (non sempre), non fanno altro che portare o rappresentare il sintomo del malessere del nucleo familiare. Ad esempio si rifiutano di andare a scuola perché preoccupati per i genitori che litigano spesso di fronte a loro, oppure di recente il padre ha perso il lavoro e il nervosismo e la preoccupazione in casa si respirano a pieni polmoni. Giusto per citare due esempi.

In questi casi e in tanti altri, va bene anche non portare il bambino in studio, ma aiutare direttamente i genitori ad attuare dei cambiamenti.

Qui entra in campo uno degli aspetti del mio lavoro che mi affascina maggiormente, il sostegno alla genitorialità.

Con questo termine non intendo solo un intervento destinato a famiglie che attraversano crisi molto importanti come separazione, divorzio, lutti e alta conflittualità.  E’ infatti destinato a tutte le famiglie, anche quelle non fortemente critiche e “sane”. Nuclei in cui, per un motivo o per l’altro risulta difficile centrare il nodo della problematica presente e in cui l’aiuto di un esperto può aiutare a prenderne consapevolezza e a risolverlo. Un processo che permette di far emergere le risorse della famiglia come sistema e dei singoli individui che ne fanno parte. Sostiene quindi il nucleo nel vivere e risolvere un periodo critico. Riguarda tutte le famiglie proprio perché, in modo più o meno gravoso, ognuna nella propria storia può ritrovarsi a vivere delle criticità che non sempre riesce a risolvere da sola. Ciò non è indice di debolezza o deficit, ma a volte di mancanza di obiettività, (la famiglia, soprattutto i figli,  sono le persone che  emotivamente condizionano di più), e di strumenti adeguati e nuovi da utilizzare. Pensiamo ad esempio a tutti i cambiamenti che concerne la nascita di un figlio.

Nei momenti critici si è costretti ad affrontare uno spostamento di equilibri già consolidati e il bisogno di creare una nuova situazione può essere difficile da accettare e organizzare.

Uno psicoterapeuta che si occupi di sostegno alla genitorialità può rappresentare proprio quegli strumenti necessari alla evoluzione del nucleo familiare inquadrando oggettivamente la situazione critica e aiutando a trovare le risorse per superarla. Il tutto spesso senza nemmeno dover incontrare direttamente i figli, ma lavorando direttamente sulla coppia genitoriale.

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