Quale percorso scegliere dopo la fine delle superiori: università o corsi professionalizzanti? Cosa offre il mercato del lavoro?

Elisabetta Rotriquenz
di Elisabetta Rotriquenz  - Psicoterapeuta

Settembre è il periodo dei test di ammissione e delle iscrizioni alle Università.

La scelta del percorso formativo da seguire dopo la scuola superiore è complessa perché non sempre si possono tenere in considerazione esclusivamente le propensioni individuali, ma è necessario dare un'occhiata a ciò che offre il mercato del lavoro. Il giovane deve scegliere la propria formazione futura sulla base degli esiti scolastici e delle aspettative relative all'avvenire professionale, tenendo conto anche di ciò che offre il mercato del lavoro.

L'orientamento professionale può essere molto utile in questi casi. I problemi legati all'orientamento dipendono dal modo in cui è organizzato il lavoro e dalla ripartizione degli impieghi, aspetti che a loro volta sono legati al modo in cui è organizzata la formazione all'interno della scuola. D'altra parte la persona che si trova a dover scegliere riguardo al proprio futuro professionale, deve inevitabilmente fronteggiare il problema del modo in cui le attività lavorative si collegano con le altre dimensioni della sua vita. Le riflessioni sulla scelta formativa comprendono inevitabilmente: lo stile di vita che si vorrebbe condurre, il tipo di persona che si vorrebbe diventare, i valori importanti, ecc. In fondo, ciascuno di noi dovrebbe chiedersi cosa è importante nella propria vita: un particolare impegno di lavoro, un determinato investimento familiare oppure l'autorealizzazione in un progetto personale (Guichard, 2009)?

Affinché la scelta della formazione professionale futura possa essere più “semplice” è necessario quindi incrociare le aspettative personali con le offerte del mercato del lavoro. In particolare, è utile svolgere un bilancio di competenze, così suddiviso:

scoprire, precisare e analizzare le proprie competenze;

elaborare un progetto personale o professionale;

mettere in relazione le proprie competenze con le opportunità e le offerte del mondo del lavoro.

È fondamentale essere concreti e realisti nel costruire un progetto e conoscere il mercato del lavoro, le procedure per accedervi, dei prerequisiti e delle condizioni da soddisfare per evitare la sconfitta (Guichard, 2009).

Al giorno d'oggi per un giovane, non può prescindere da questo punti, al fine di fare una scelta consapevole e di successo.

Per questo motivo è fondamentale il contatto e il lavoro sinergico tra la scuola, l'università e le aziende in modo da far intercettare posti di lavoro fruibili dai giovani che devono magari ancora scegliere il percorso di studio superiore o universitario.

È necessario in tal senso che da una parte la scuola faccia orientamento, ma che essa stessa a sua volta sia orientata laddove le aziende hanno bisogno di posti di lavoro.

In particolare, in Toscana vi è stato un lavoro di coordinamento che ha visto protagonisti, fra gli altri, il Comune di Firenze, la Camera di Commercio e la Città metropolitana che ha portato alla scoperta che alle grandi aziende servono mille posti di lavoro in cinque anni (Mugnaini, La Nazione, 3 marzo 2015).

Il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi, ha affermato che: C'è una occupazione che sottaceva che può essere ancora più alimentata se si raccoglie l'esigenza di tutti. Stiamo realizzando un programma pluriennale per poter indirizzare la nostra scuola. Oggi usiamo slogan: ma conta di più che domani, leggendo il giornale, genitori e figli si confrontino sulle prospettive di lavoro” (Firenze, 3 marzo 2015).

Quest'attività di coordinamento ha portato ad individuare quali saranno i profili più cercati nei prossimi anni:“Per quanto riguarda le lauree, si va dagli ingegneri “finance” (meccanici, termostrutturali, analisti) ai laureati in fisica (progettisti ottici) ma entrambi con esperienza di lavoro. Per questo motivo, è fondamentale un percorso “professionalizzante”, con esperienza in azienda, nel triennio universitario. Ancora: tirano gli architetti, gli specialisti in logistica, i commerciali per l'estero (quindi con conoscenza di lingue), informatici esperti nel “cloud”. Tra i tecnici, fondamentali quelli di cantiere e gestionali, per lo sviluppo di prodotti, collaudatori ottici, meccanici, ma anche calzolai e aggiuntatrici. Ma occorre anche ampliare le modalità con cui si confrontano formazione, università e aziende: con seminari aziendali all'interno di corsi di studio, esperienza lavorativa in azienda pre-diploma, un anno di esperienza lavorativa in azienda prima della laurea” (Fatucchi, Corriere Fiorentino, 3 marzo 2015).

In questo articolo ho riportato la realtà della Toscana, ma ciò vuole essere solo uno spunto su come orientarsi e per comprendere in che direzione i giovani devono cercare nell'ambito della propria Regione.

Ritengo che questo segnale di apertura tra scuola, università e aziende sia fondamentale per aiutare i giovani a scegliere un percorso formativo e professionale che dia maggiori certezze rispetto al futuro lavorativo e che possa regalare maggiore serenità anche ai genitori su quello che sarà il futuro, non solo professionale ma anche personale, dei loro figli. 

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