Il disagio psicologico: come riconoscerlo e prevenirlo

Enrico Maria Secci
di Enrico Maria Secci  - Psicoterapeuta

 

Il benessere mentale e il disturbo psicologico sono condizioni legate all’equilibrio con cui ognuno di noi si relaziona a se stesso, agli altri e al mondo. Il primo può essere definito come la complessiva soddisfazione dei bisogni affettivi della persona ed è caratterizzato dalla prevalenza di sentimenti positivi, anche in situazioni di difficoltà: ottimismo, autostima, fiducia, iniziativa, curiosità e buone relazioni; il secondo, per contrasto, si manifesta attraverso stati d’ansia, umore depresso, pessimismo, apatia, insofferenza e un vasto insieme di sintomi nella sfera emotiva, cognitiva e comportamentale che si compongono in quadri clinici diversi e di gravità variabile.

Il disturbo psicologico. Si può parlare di disturbo psicologico quando il benessere mentale è significativamente perturbato o compromesso da cambiamenti dei ritmi-sono veglia, dell’appetito e nell’alimentazione, dalla riduzione del desiderio sessuale, della capacità di concentrazione e dalla ripetuta comparsa di sintomi fisici come mal di testa, tachicardia, disfunzioni dell’apparato gastrointenstinale e del sistema muscolo-scheletrico.

Nella gran parte dei casi, l’insistenza dei sintomi di natura psico-somatica spinge le persone a chiedere l’aiuto di uno specialista dopo aver a lungo aspettato la remissione spontanea del disturbo o aver cercato di contrastare la sintomatologia appoggiandosi ai consigli di amici e parenti, e alla clemenza del tempo. Così, quasi sempre, la psicoterapia affronta disturbi formati e consolidati da mesi o da anni, a causa della richiesta d’aiuto tardiva motivata dall’errata rappresentazione sociale delle terapie psicologiche e dalla tendenza a sottostimare la costellazione di segni e manifestazioni che, a lungo, preludono alla comparsa del disturbo psicologico.

Il disagio psicologico. Tra i due estremi del benessere mentale e del disturbo psichico, infatti, si allunga un continuum caratterizzato da inquietudine, malumore, insoddisfazione e negatività ricorrenti che perdura a lungo e silenziosamente prima di sfociare della psicopatologia vera e propria. Si tratta del disagio psicologico, una condizione che non desta particolare allarme in quanto non correlata a sintomi specifici e perché non compromette, apparentemente, il funzionamento psico-sociale della persona. Il disagio psicologico può presentarsi in risposta a situazioni relazionali problematiche, ad eventi stressanti legati allo studio o al lavoro, a circostanze traumatiche come la malattia o il lutto e micro-traumatiche come delusioni nell’ambito amicale, familiare, scolastico o professionale.


Come riconoscere il disagio psicologico?
Alcuni “segnali deboli” del disagio psicologico sono: riduzione dell’interesse per attività che prima suscitavano entusiasmo e partecipazione, irrequietezza, comparsa di pensieri negativi sulla vita e di “mancanza di senso” delle cose, passività e disinvestimento dagli interessi e dalle relazioni, spesso motivati da affaticamento e stanchezza. Col disagio psicologico possono emergere condotte compensatorie date dall’aumentato consumo di alcol, cannabis e altre sostanze, dallo shopping impulsivo e/o dall’abuso di videogiochi, di internet e di social network.

Questo insieme di indicatori funziona come un sistema di pre-allarme che si attiva quando perdiamo l’equilibrio e il benessere, ma che viene sotto-valutato, banalizzato e tollerato sino al “punto di rottura” dato dal disturbo psicologico, che irrompe coi suoi sintomi dopo lunghi, talvolta lunghissimi, periodi di trascuratezza di sè e di insofferenza generalizzata.

La prevenzione e il ruolo degli psicologi e psicoterapeuti. Psicologi e psicoterapeuti potrebbero giocare un ruolo fondamentale nella prevenzione del disturbo psichico se solo migliorasse la sensibilità individuale e sociale all’importanza del disturbo psicologico come fattore di rischio per il benessere mentale. Infatti, il disagio può essere affrontato più agevolmente e in tempi più brevi rispetto alla psicopatologia. Possono essere sufficienti pochi incontri, a volte anche una singola consulenza, per sostenere una persona in difficoltà, aiutarla a individuare con chiarezza ciò che sta perturbando il suo funzionamento ed aiutarla ad attivare le risorse necessarie a ritrovare l’equilibrio con strategie specifiche e mirate.

Purtroppo, siamo lontani dal considerare il benessere mentale come una condizione che necessitadi cura e di attenzione quanto e più del nostro corpo. Ancora maggiore è la difficoltà di accettare che la validità, l’efficienza e l’efficacia della psicologia e della psicoterapia che tanti continuano a considerare alla stregua dello sciamanismo.

Benessere e igiene della mente. Eppure, così come abbiamo appreso l’abitudine di lavarci i denti e fare la doccia quotidianamente, potremmo imparare a fare ogni giorno pulizia e igiene dei nostri pensieri, emozioni e comportamenti.

A volte trascuriamo la nostra mente, la lasciamo là, ne subiamo la sporcizia e il deterioramento, come se non potessimo farci nulla. Al contrario, facciamo coscienziosi check-up dal dentista o non perdiamo occasione per comprare questo o quell’integratore, questo o quel cosmetico. Non badiamo a spese per inseguire una linea perfetta o per migliorare l’esteriorità.

Invece, la mente è ciò che, più di ogni cosa, abbisogna di cure quotidiane, di conforto e di pulizia. Più dei denti, più delle ossa, più dei muscoli e del cuore. Se ne fossimo finalmente coscienti, non esiteremmo a richiedere una consulenza quando emerge un disagio psicologico ed eviteremmo così il rischio che muti in un disturbo. Se solo ne fossimo maggiormente consapevoli, saremmo più belli, più sani e più felici.

Enrico Maria Secci, Blog Therapy



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