Diabete: arriva una nuova terapia dalla corteccia dell'albero di mele

Luciano Carboni
di Luciano Carboni  - Diabetologo

Il primo inibitore SGLT-2 (dapagliflozin - FORXIGA) è ora disponibile per l'uso clinico nel diabete di tipo 2 in Italia, uno dei 49 paesi in cui verrà utilizzato e dei 65 in cui è stato al momento approvato. 

Si tratta del capostipite di una nuova classe di farmaci [inibitori del cotrasportatore sodio/glucosio di tipo 2 (SGLT-2)] capaci di facilitare l'eliminazione di glucosio da parte dei reni, offrendo un'opzione del tutto nuova e innovativa per migliorare il controllo della glicemia.

Il farmaco permette di perdere glucosio attraverso le urine non solo in caso di elevati livelli di glucosio ematico, ma anche in presenza di glicemia bassa e proprio perché agisce indipendente dall’insulina, è molto flessibile ed utilizzabile in un’ampia varietà di persone con diabete: giovani, anziani, obesi.

Si apre così il momento del rene nel controllo della glicemia: in condizioni normali i reni filtrano ogni giorno 180 g di glucosio, che viene virtualmente del tutto riassorbito nella circolazione; nel diabete di tipo 2 un eccessivo riassorbimento del glucosio è favorito da una eccessiva attività delle proteine SGLT-2 che, attraverso questo meccanismo, contribuiscono all'elevazione della glicemia. L'inibizione della loro attività comporta una perdita di glucosio con le urine di circa 70 grammi al dì.  

L'eliminazione del glucosio comporta una consistente e duratura perdita di peso (circa 300-500 Kcal al giorno) e un conseguente dimagrimento del paziente, inoltre si ha una riduzione della pressione arteriosa, si tratta di due benefici aggiuntivi, in fondo inattesi, ma estremamente importanti, nel trattamento del diabete di tipo 2.

 

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