Olio d'oliva (poco) e le sue potenzialità nel diabete

Luciano Carboni
di Luciano Carboni  - Diabetologo

Un pasto mediterraneo con o senza olio d'oliva?

L'aggiunta di olio extra vergine, due cucchiaini (10 gr) ha determinato valori significativamente più bassi di glicemia (in media 20 milligrammi) e livelli più alti di insulinemia due ore dopo il pasto. Si associava un aumento significativo delle incretine e una riduzione del colesterolo. Anche il confronto con l'olio di semi era vincente. 

A proporlo è uno studio dell'Università Sapienza di Roma, pubblicato su "Nutrition & Diabetes".  I ricercatori hanno valutato gli effetti della somministrazione dell'olio di oliva sia rispetto a un pranzo nel quale non era presente l'extravergine (studio I), sia rispetto all'uso dell'olio di semi (studio II). Prima del pasto (ore 13.00) e 2 ore dopo (ore 15.00) sono stati dosati glicemia, insulinemia e incretine, colesterolemia totale, triglicerididemia e colesterolemia HDL).

L'olio extravergine d'oliva può essere dunque considerato un "farmaco" naturale contro il diabete?

Sarà l'area di provenienza dell'olio (la zona collinare della provincia di Viterbo) o l'olio exrtravergine d'oliva di per sè? Altri studi potranno dircelo. Per ora perchè non dar fiducia a questi risultati? Purchè la quantità d'olio sia rispettata! Poco, soprattutto laddove, nella nostra pancetta, il grasso c'è ed è lui che fa diabete

 

 

 





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