GLIFOZINE SALVA VITA NEL DIABETE TIPO 2

Luciano Carboni
di Luciano Carboni  - Diabetologo

Si chiamano glifozine, e ora un farmaco di questa nuova classe - l'empaglifozin - che funziona favorendo l'eliminazione del glucosio con le urine, ha dimostrato di essere in grado di ridurre la mortalità del 38%, su pazienti con diabete di tipo 2 e ad alto rischio cardiovascolare.

E' il risultato di uno studio presentato a Stoccolma la scorsa settimana all'annuale congresso EASD, l'associazione europea per lo studio del diabete; lo studio è durato 3 anni, su 7000 pazienti di 42 paesi molti già trattati con i farmaci abitualmente utilizzati per la prevenzione cardiovascolare (statine, ace inibitori).

E' un risultato entusiasmante e propone che questa classe di farmaci, che riducono il rischio in pazienti con diabete di lunga durata e con malattia cardiovascolare, si candidino per la loro utilizzazione sin dall'esordio della malattia, insieme alla metformina, come farmaci di prevenzione primaria.

L'eliminazione del glucosio con le urine oltre agli effetti sulla glicemia (una piccola riduzione dell'Emoglobina glicata di 0.4%) facilita una consistente e duratura perdita di peso (circa 300-500 Kcal al giorno) con un conseguente dimagrimento del paziente, e inoltre si ha una riduzione della pressione arteriosa. E' ancora oggetto di ricerca se questi risultati siano da attribuire solo a questi due benefici aggiuntivi, in fondo inattesi e di entità non così rilevante se considerati singolarmente, o ad altri fattori fisiopatologici ancora non noti.

Alla comunità scientifica ed alle autorità regolatorie, ora il compito  di valutare, proporre e di rendere operative modalità prescrittive che estendano la rimborsabilità oltre quanto oggi possibile (solo in associazione unica con metformina e/o con insulina); estendendola all' associazione con gli altri farmaci ipoglicemizzanti utilizzati in questo studio.

 

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