Il Teatro del Vissuto per trasformare le sofferenze in energia vitale

Luciano Carboni
di Luciano Carboni  - Diabetologo

Il Teatro del Vissuto nasce in diabetologia, nella "diabetologia educativa", quella promossa da Jean Philippe Assal negli anni '70 ed evoluta fino a identificarsi in idea e concetto e nome di Educazione Terapetica.

In questo contesto chi ha diabete parte dalla necessità del trattamento biomedico, ma a lui si aprono porte non usuali nella Medicina, quelle della possibilità e dell'opportunità dell'autointervento e dell'autogestione. Non è tutto facile: bisogna imparare tante cose e anche trovare qualcuno che abbia voglia di insegnartele e che le insegni bene. Ma succede anche che tu sai tutto, sai fare tutto, ma... non fai niente !

Spesso è un quotidiano disturbato e sofferto a ostacolarti, a volte è qualcosa di più profondo, di più antico, di nascosto, che attanaglia stimoli ed energie. A volte è il disordine che "c'hai dentro",  

Dodici anni fa, quando Jean-Philippe coinvolse il regista boliviano Marcos Malavia nel mettere i primi semi del Teatro del Vissuto a fronte delle incredulità e delle non comprensioni dei più, chissà se abbia allora immaginato la grandezza e le magie di questa sua creazione che se voleste conoscerla nel suo stretto razionale è possibile e di cui i partecipanti dicono : il Teatro del Vissuto non si può spiegare… puoi solo viverlo ! Se non lo provi non lo sai e non potrai mai saperlo anche se sei attore, regista, … o comunque uomo di teatro.

Il Teatro del Vissuto è un magico piccolo tempo, 3 giorni, e uno spazio teatrale professionale, dove le persone vengono favorite e assistite nella scoperta di un proprio vissuto spesso conflittuale, tenuto nascosto, incapsulato e ibernato e vengono accompagnate nell’elaborazione creativa e nella sua trasformazione in un'opera d'arte attraverso la sua messa in scena teatrale. Quell’opera d’arte che è dentro ognuno di noi, quasi sempre in forme scomposte e arruffate che hanno bisogno di trovare la creatività per un ordine nuovo. I vari ruoli che la persona coinvolta assume nel percorso di creazione permettono e aiutano l'evoluzione personale verso una visione neo-ordinata prima e distaccata poi di quella esperienza di vita particolarmente sofferta, difficile e significativa. E disturbante se lasciata così, sempre o nei momenti meno impensati, ad occupare magari tempo e spazio e risorse che vorresti dedicare al diabete. 

Il Teatro del Vissuto offre una ripartenza prima impensata e impensabile. E' anche questa una magia del Teatro del Vissuto.

Il Teatro del Vissuto inizia con la creazione di un testo in cui ogni partecipante scrive di un evento importante della sua vita. "La scrittura diventa come uno specchio in cui rivelarsi a se stessi. Nella propria vita interiore ognuno trova ciò che si agita e ciò che dorme, ciò che la memoria ha rimosso. Ritrova frammenti della sua storia. Si mette così subito in moto il lento processo della conoscenza di sé" dice Tiziana Assal, moglie e compagna di vita e di intenti di Jean Philippe.

Il testo poi rivive sul palcoscenico sotto la guida dell'autore e con l'aiuto di un regista professionista, di due attori, di un tecnico delle luci e di un tecnico di musiche e suoni. Non c'è pubblico, 6 sono i partecipanti e la condivisione delle loro storie e delle loro messe in scena contribuisce a creare quel clima e quell' insieme che sono un'altra magia che apre alla possibilità di essere in altro modo medico e in altro modo "paziente". Su quel palcoscenico le emozioni che spesso erano legate a quelle "cose di vita" si trasformano in energia vitale. 

Il Teatro del Vissuto, con le sue complessità e semplicità, si va diffondendo in varie parti del mondo. Jean Philippe da Ginevra, dove è nato, lo ha esportato a Parigi, in Lituania, in Madagascar, in Cile, in Bolivia, e in Italia in Sardegna dove a Cagliari nel prossimo dicembre si svolgerà la ventesima edizione dal gennaio 2010. 104 i partecipanti sardi nei cinque anni da allora a oggi (81 persone con diabete, 11 medici diabetologi, 2 medici di medicina generale, 1 infermiera, 3 laici, 6 mamme di bambini con diabete). Uno staff 'tutto sardo', accompagnato da Jean Philippe nel lungo percorso dal 2010 ad oggi, ne è l'animatore: Fabio Casti (regista), Rita Atzeri (attrice), Fausto Siddi (attore), Roberto Atzori (tecnico luci), Monica Marcias (anche tecnico musiche e suoni), Luisa Mereu (scrittura narrativa), Maria Pia Turco (assistente al coordinamento e addetta video), Luciano Carboni (coordinamento). 

Grazie Jean Philippe! 

 

 

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