Arriva il cerotto che rilascia insulina a domanda

Luciano Carboni
di Luciano Carboni  - Diabetologo

Zhen Gu, a capo di un gruppo di ricerca del dipartimento di ingegneria biomedica della North Carolina University, già un anno fa aveva presentato il "cerotto a insulina".

Circa un mese fa, l'1 marzo 2016, Zhen Gu  ha pubblicato la sperimentazione condotta con successo su piccoli topolini di un dispositivo che si avvale di un cerotto contenente un centinaio di microaghi grandi come ciglia in contatto da una parte con il liquido interstiziale e dall'altra con cellule beta immagazzinate in microcapsule di alginato, cioè un cerotto a cellule di insulina. Queste ultime sono capaci di rilasciare insulina a domanda.  Le cellule beta svolgono così, dal 'di fuori dell'organismo' e senza quindi bisogno di immunosoppressione, la loro funzione: riescono a 'sentire' il livello di glucosio e a rispondere rilasciando insulina in modo adeguato.

Anche questo è un affascinante risultato delle tante ricerche ed evoluzioni tecnologiche che si affacciano sul nostro percorso.
Oggi a che punto siamo?
Con gli strumenti semplici e precisi di controllo della glicemia su una piccola goccia di sangue - e con le evoluzioni attuali del controllo in continuo del glucosio nel liquido interstiziale - possiamo sostituire l'automatismo perso dal nostro pancreas e possiamo prendere misura e cura delle nostre glicemie.

A volte manca qualcosa per completare la cura di noi stessi. C'è bisogno spesso di fare i conti con il disagio emotivo di avere il diabete tutti i giorni e spesso sono le paure del lontano futuro a prendere il sopravvento e a paralizzare o frenare i nostri passi;  a volte è un quotidiano di vita disturbato e sofferto a ostacolarci... a volte è qualcosa di più profondo, di più antico, di nascosto che attanaglia stimoli ed energie. A volte è il disordine che "c'hai dentro". La solitudine spesso completa l'opera.

Qualche spazio per la creatività è forse necessario nel mondo del bio-diabete e nelle cronicità in generale.

Jean Philippe Assal ce lo ha insegnato, anche con il Teatro del Vissuto.

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