Gli spaghetti nel diabete? Non meno ma dopo

Luciano Carboni
di Luciano Carboni  - Diabetologo

Se proteine e vegetali vengono assunti prima dei carboidrati i valori di glicemia dopo pasto sono più bassi e la quantità di insulina necessaria è minore. Lo afferma uno studio, condotto da Alpana P. Shukla del Weill Cornell Medical College di New York e pubblicato su Diabetes Care, condotto su diabetici di tipo 2 in trattamento con metformina.

La dieta utilizzata nello studio, di pari 628 calorie, includeva petti di pollo, broccoli stufati con burro, insalata di lattuga e pomodori, pane bianco e succo di frutta (per un totale di 68 gr di carboidrati). I partecipanti hanno consumato i pasti, prima, partendo dai carboidrati e proseguendo con le proteine, le verdure e i grassi. Dopo una settimana, i soggetti hanno consumato gli stessi cibi ma invertendo l'ordine: proteine, verdure, grasso e infine i carboidrati.

I controlli di sangue per la glicemia e l'insulinemia sono stati fatti dopo 30-60 e 120 minuti dal pasto.

I risultati hanno mostrato che in consumo di un pasto che prevede i carboidrati per ultimi abbassa del 29% i livelli di glicemia dopo soli 30 minuti dal pasto. Dopo due ore, i livelli di glicemia scendono del 17% rispetto alla quantità di zuccheri nel sangue delle persone con una dieta che parte dai carboidrati. Anche i livelli di insulina sono risultati più bassi quando l'ordine dei pasti nella dieta inizia dalle verdure e dalle proteine.

Sulla base di questi risultati, dare un diverso ordine all'introduzione degli alimenti potrebbe contribuire ad influenzare i valori di glicemia e così a documentare che, non solo la quantità di carboidrati, ma il loro essere tardivamente introdotti nel pasto possano contribuire al miglior controllo del diabete.

Una strategia che darebbe ragione a quelle modalità "mediterranee" che vedono il pasto cominciare da un'abbondante piatto di verdure poi seguito dal resto degli alimenti. Sarà possibile scardinare l'abituale "nostro primo" di spaghetti facendolo diventare un "dopo"? Forse non queste righe, ma una "sperimentazione personale" basata sull'autocontrollo della glicemia 1 ora e 2 ore dopo l'inizio dei pasti potranno convincere i diffidenti.

Ultimi articoli di Luciano Carboni