I bambini non sono "burattini"!

Maria Zurzolo
di Maria Zurzolo  - Psicoterapeuta

Sempre più spesso assisto a situazioni in cui i bambini si trovano "costretti" dai genitori, dai nonni o da parenti e amici di turno, a dire o fare cose che palesemente non desiderano.

"Giulio, saluta gli zii…abbracciali!"

"Non sapete quanto è brava Alessia a ballare…dai, fai vedere come sei capace!"

"Tommaso, sono una cara amica di mamma, ti ricordi di me? Su, vieni a darmi un bacio!"

"Amore di nonna, se non vuoi stare in braccio significa che non mi vuoi più bene!"

e via così….

Di solito le richieste vanno dalle manifestazioni di affetto (baci, abbracci) a quelle relative alla buona educazione (salutare uno per uno, rispondere alle domande) fino ad arrivare alle più disparate esibizioni e performance (cantare, ballare, recitare)

Le reazioni dei piccoli sono quasi sempre di ritrosia, vergogna e non collaborazione, con conseguenti spiegazioni frettolose e imbarazzate da parte dei genitori: “è un po’ timida”, “oggi è nervoso”.

M’intristisco sempre alla visione di queste scene perché mi metto nei panni del bimbo e penso alla difficoltà e al disagio che può provare in quei momenti.

Dietro la pretesa che i bambini obbediscano a questi assurdi obblighi c’è un appagamento di un bisogno personale che non ha nulla a che vedere con quello del bambino: il bisogno di sentirsi importante e riconosciuto, il bisogno di sentirsi amato e voluto, il bisogno di apparire come un bravo educatore o il bisogno di dimostrare l’eccellenza della prole.

Ogni volta che vi viene in mente di spingere i vostri figli in un abbraccio non voluto o in un bacio strappato chiedetevi se questo gesto è davvero un piacere per lui o lo è per voi o per i vostri genitori/parenti/amici.

L’imposizione e l’insistenza limitano non solo la libertà espressiva del corpo del bambino ma soprattutto soffocano la sua spontaneità emotiva, non consentendogli di esprimere con sincerità e autenticità i propri sentimenti.

Tutto questo sulla base di un potente "gancio emotivo": il bambino si sentirà in obbligo di aderire ad una richiesta di una persona significativa e se adempirà lo farà solo perché avrà timore di deludere chi è importante per lui.

Da non sottovalutare la violazione di una intimità che il bambino vorrebbe invece tutelare: quando si chiede a un bambino di replicare a comando una battuta, un ballo, una poesia, una canzone, è bene ricordare che il piccolo l’avrà probabilmente “regalata” in una situazione protetta e di intima condivisione e che probabilmente si sta svelando qualcosa che è importante custodire e preservare.

Infine, mai e poi mai barattare gli slanci di affetto effettuando un’opera di convincimento sulla base di uno scambio dell’espressione emotiva con regali o ricompense. "Se dai un bacio a nonno poi lui ti regala un cioccolatino!" La manifestazione delle emozioni e dei sentimenti né si compra né si vende al supermercato!

Per ovviare all’aspetto più strettamente relativo alle "buone maniere", sarebbe più opportuno cercare di stabilire un compromesso, magari optando per un saluto collettivo con la manina, senza forzare niente altro.

I bambini dimostrano affetto e sintonia quando si sentono sicuri e lo fanno anche con uno sguardo, imparate a leggerlo e a farvelo bastare, evitando di dare voce solo ad un vostro bisogno e vedrete che, quando e se lo vorrà, vi getterà le braccia al collo e vi regalerà il bacio che tanto vi aspettate.



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