Life Skills determinanti per la sopravvivenza dell’Umanità

Orietta Matteucci
di Orietta Matteucci  - Bambino oggi uomo domani

La Carta di Ottawa e il Documento WHO 93 sono poco conosciuti eppure indicano cosa fare contro violenza, degrado, corruzione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che star bene ed in salute significa: "essere in condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto come assenza di malattia o di infermità". Tutto questo è stato sancito nel 1948, avete letto bene nel 1948, ben 68 anni fa!

Ma come si fa a stare bene?

Nel 1986 nella Carta di Ottawa di promozione della salute vengono individuate le strategie fondamentali e le aree d’azione prioritarie affinché  ciascun individuo debba essere dotato di quelle abilità di vita necessarie Life Skills  per poter stare bene in salute fisica e mentale. Un individuo che sta bene con se stesso, sta bene anche con gli altri!

Nel 1970 Il disadattamento sociale dilaga, questo porta a gravi forme di bullismo, dispersione scolastica, furti, aggressioni, violenza, disoccupazione, degrado, prostituzione minorile e corruzione*. Gli interventi di prevenzione centrati sull’informazione messi in atto dall’OMS sono stati messi in crisi. L’informazione, se pure attenta e gestita con i mezzi tecnologici più avanzati, non aveva sortito effetti positivi.

Da questo nasce la Carta di Ottawa, l’OMS negli anni 80 cambia strategia e fonda l’attività di prevenzione sull’attivazione di processi di formazione da realizzare in ogni tipo di scuola, università ed altre attività istituzionali. L’OMS diffonde in tutti i Paesi il Documento WHO 93 nel quale è indicato un nucleo di 10 Life Skills che ciascun individuo deve apprendere, attraverso la pratica e l’allenamento, per rapportarsi con fiducia a se stesso, agli altri, alla comunità e per affrontare positivamente problemi, pressioni e stress della vita quotidiana. In Italia tale documento è stato recepito nel 2008, ben 15 anni dopo, con i Patti di Corresponsabilità Educativa, che inutile dirlo ancora oggi sono rimasti un mero atto formale!

Il nucleo delle 10 Life Skills è composto da:

Skills emotive: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni

Skills cognitive: gestione dello stress, risolvere problemi, prendere decisioni, senso critico, creatività

Skills prosociali: empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci.  

 

Il riconoscimento delle emozioni e il come comunicarle diventa, dunque, uno dei temi fondamentali per lo sviluppo etico, morale e psicofisico dell’individuo.

 A volte, inconsapevolmente, mettiamo dei blocchi alla nostra comunicazione e l’empatia è una delle condizioni necessarie e sufficienti per creare un clima facilitante nelle normali relazioni interpersonali, in quelle di aiuto e nei contesti educativi. Essere empatici nella vita quotidiana ha il duplice scopo di rafforzare le relazioni interpersonali e di migliorarne la qualità. In qualunque tipo di rapporto, la radice dell’interesse per l’altro sta nella capacità di entrare in sintonia emozionale, cioè nella capacità di essere empatici. Tuttavia ciò non è sempre facile, poiché raramente le emozioni vengono verbalizzate. Molto più spesso esse sono espresse attraverso altri segni, prevalentemente non verbali (tono di voce, espressioni del volto, postura, gesti, etc) o agite in modo inconsapevole. La chiave per comprendere i sentimenti altrui sta anche nella capacità di leggere questi messaggi, di ascoltare senza giudicare e di condividere lo stato d’animo di chi ci sta di fronte. 

L’empatia non è una dote innata e si apprende come anche le altre life skills, attraverso la pratica e l’allenamento, sperimentandole, in modalità interattiva (role play, riformulazione, feedback, confrontazione, etc.).

Sapere educare, significa diffondere una cultura che risolleciti in tutti noi, adulti e bambini, il senso di appartenenza ad una comunità più vasta e che ci induca a modificare comportamenti e stili di vita per investire risorse sul futuro a vantaggio della salute fisica, mentale, sociale e di una vita decorosa per tutti!

 

Alla luce di ciò, l’associazione Onlus Bambino Oggi…Uomo Domani, nell’ambito del proprio progetto Comunichiamo PositivaMente, ha elaborato, in collaborazione con professionisti della relazione di aiuto, un modello di azione seguendo le indicazioni della Carta Ottawa Documento WHO 93. Il modello è applicato durante i laboratori offerti principalmente nelle scuole a genitori e insegnanti, i quali apprendono, facendone esperienza, le Abilità di Vita (life skills) da trasmettere poi, ai bambini, ma ancheagli adulti del contesto circostante. Come nel classico “prendere due piccioni con una fava!”.  Il nostro modello ha una percentuale di successo incredibile pari al 99%  ed è esportabile su tutto il territorio. Tuttavia la partecipazione da parte di genitori e insegnanti è ancora insufficiente, perché non c’è abbastanza percezione del disagio giovanile, c’è diffidenza, paura di mettersi in gioco e distacco. È innegabile che oggi stiamo vivendo una profonda crisi sociale, la nostra associazione Bambino Oggi…Uomo Domani è nata per questo per porvi un rimedio, ma da soli non possiamo farcela abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti voi.

 

Orietta Matteucci presidente Bambino Oggi…Uomo Domani

 

*Alcuni dati statistici. Nel 2014 circa 50% degli under 18 è stato vittima di bullismo. – 652 mila donne hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri, 3 milioni 466 mila hanno subìto stalking. – 342mila i condannati per omicidio. – 2,3milioni di adolescenti con disturbi di anoressia e bulimia. – 80,3% dei giovani tra i 14 e i 30 anni ha dichiarato di aver fatto uso di droghe, più della metà di essi ha continuato a farne uso e un terzo di essi ne fa uso addirittura più volte ogni giorno – Il 73% ha dichiarato di essere consumatore abituale di alcool e di averne abusato nel mese precedente all’intervista. – 18 milioni di fumatori, di cui il 38% uomini e il 26% donne. – 5,7% di famiglie in povertà assoluta. - 4% di lavoratori colpiti da mobbing. - disoccupazione tra il 21,9% e il 20, 3%, per le donne il 24,6% al 2014. - povertà al 23,6% al 2014 (fonti ALA, CIRM, Adnkronos, ISTAT). La stima della corruzione in Italia al 1/10/2012 in termini puramente contabili porta un onere sul bilancio di circa 50-60 miliardi annui con una perdita di circa 10 miliardi di euro annui di ricchezza, di 170 euro annui di Pil pro capite e di oltre il 6% in termini di produttività (Legambiente – Corruption Perception Index, CPI, di Transparency International)

 

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