Le giovani coppie e le ansie sessuali

Roberta Giommi
di Roberta Giommi  - Sessuologa

Sappiamo con certezza che le donne dopo la menopausa e i maschi tra i 50 e i 65 anni vivono molte ansie rispetto al sesso con la paura di non essere desiderate e amate le prime e i maschi di non essere capaci di mantenere una uguale competenza sessuale. Ambedue i sessi provano a incontrare altre persone per fare esperienze e per mantenere la dimensione sessuale.

Ma la consultazione di singoli e coppie giovani ci dimostra che non è l’età l’unico elemento di crisi, ma piuttosto le attese legate alla sessualità. Le ragazze consultano perché la soddisfazione sessuale non basta, riconoscono in alcuni casi di cavarsela con il desiderio e con l’eccitazione, ma non provano l’orgasmo; i maschi sono preoccupati di non durare abbastanza e di avere a volte un desiderio di sesso inferiore alle loro ragazze. Il sesso è diventato una delle cause della rottura delle coppie e si mescolano vecchi e nuovi problemi. I problemi che permangono sono legati ad un diverso pensiero rispetto alla frequenza sessuale, si aggiunge la noia e il senso di routine, la ricerca di spazi di libertà che spesso sconfinano nei tradimenti, a volte nemmeno per agire la sessualità, ma solo per immaginarla ed eccitarsi usando fantasie e messaggi molto espliciti.

Sembra che l’estraneo sia molto affascinante per le donne e anche l’uomo che appare erotico e sicuro di sé. Molto giovani donne restano incantate dall’insistenza di un maschio desiderabile che in genere nei primi mesi sfodera un forte corteggiamento e commenta con forza in messaggi e incontri il proprio desiderio sessuale.  Questa ruota del pavone, in genere conquista, lasciando poi in difficoltà quando le ragazze chiedono impegno e progetti, senza capire che i fuochi di artificio hanno acceso il desiderio, ma il film finisce lì. I maschi più fragili temono sempre di poter essere superati, si ingelosiscono, controllano,  limitano la libertà, ma a loro volta si muovono per avere conferme e rinforzi da donne che mostrano disponibilità e sottomissione apparente.

Gli specchi riflettono spesso le piume del pavone sia maschili che femminili, come se si pensasse attraverso il virtuale che ci mancano esperienze importanti e possibili e che quello che abbiamo sperimentato manca di energia e di sorprese. Il sesso entra nella competizione e nella paura e è al sesso che si chiede di decidere se continuare o bloccare una relazione. Poi arriva un tempo legato alle storie di convivenza in cui il sesso segna il passo. In genere si pensa che si dovrebbe essere fedeli, poi si cerca di costruire accoglienza, casa e rifugio, poi si diventa troppo conosciuti l’uno all’altra e si finisce per cadere nella poca attenzione e nella mancanza di fantasia. L’intimità non è mai perdere il nostro fascino, la cura, la capacità della discontinuità, lo spazio di mistero e di sottrazione.

La routine e la monotonia possono permettere anche una sessualità piacevole, ma non bisogna abbassare la guardia. Consigliamo ai partner di fare alcuni giochi insieme, come costruire una fantasia sessuale, attraverso il collage: scegliere immagini condividerle e poi incollarle su un grande foglio e poi ridere e confrontarsi. Un altro gioco è quello della torta della sessualità. Ognuno dei partner disegna un cerchio grande e deve, pensando che sia una torta, scrivere accanto quali ingredienti ritiene importanti per il suo piacere  sessuale. Può scrivere fino a dieci ingredienti poi disegna sul cerchio le percentuali, per esempio 10% baci profondi, 15% massaggio, 12% petting, ecc. Poi la coppia confronta gli ingredienti. Non si gioca per litigare ma per conoscersi e questo è lo scopo. Spesso il gioco aiuta a capirsi di più e a mettere in pratica dei cambiamenti.

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