Sesso e cibo proibizioni e permessi

Roberta Giommi
di Roberta Giommi  - Sessuologa

La nostra epoca storica punisce e ostracizza il cibo e nello stesso tempo costruisce intorno al cibo un enorme immaginario con tante trasmissioni sulla cucina, sulle pietanze, su dolci e vini. Esiste un pensiero salutistico, moraleggiante, che ritiene che nutrirsi con passione, assaporare e gustare, siano peccati della carne, più pericolosi del sesso. Mai come in questo periodo storico il cibo è iscritto in molte regole, con divieti rigidi su molte assunzioni alimentari.

Il divieto sul cibo, sembra aver sostituito il divieto sessuale. Il cibo con poco sale, depauperato delle spezie, sostituito dal digiuno per restare in forma, sposta l’attenzione dal gustare all’astenersi, dal concreto verso il visivo. Il modello proposto nel sesso è più frastagliato, permane visivo, con pornografia e chat erotiche e scambi in Skype, ma ci sono molte indicazioni a renderlo concreto e accessibile con chat e luoghi che da virtuali diventano reali con persone sconosciute.

Esiste un legame tra cibo e sesso che va considerato e costruito. Fa pensare al sesso invitare o essere invitati a cena. La scelta del ristorante, la sapienza nella scelta dei vini, accendono la sensorialità e creano atmosfera. Nello stesso  modo, predisporre il cibo per una cena a casa, le candele, la preparazione della tavola, introducono alle successive aspettative sessuali. Anche essere innamorati è relazionato al cibo e al peso. In genere si pensa che da innamorati si dimagrisca. Le ragazze lo dicono in modo esplicito tra loro: stai bene di peso, vuol dire che con il tuo ragazzo, fai tanto sesso. Oppure ” Devi essere sei innamorata, stai perdendo peso”.

Se si è mangiato troppo, si pensa che fare sesso possa servire per bruciare le calorie. Bisogna però ricordare, soprattutto al maschile, che cibo e alcol possono anche ostacolare la sessualità. In una dimensione opposta, di delusione e dolore sentimentale il cibo può essere considerato come compensazione alla delusione. La fame emotiva in psicoterapia permette di capire che il cibo compensa il dolore del vuoto e della perdita, tanto che non si prescrive la dieta, ma la capacità di entrare in contatto con  la rabbia e con il senso di abbandono.

Cibo e sesso uniti possono costruire quella che in sessuologia chiamiamo la cornice della sessualità, la competenza a rendere interessante l’incontro, con la preparazione accurata dei cibi e dell ’ambiente, con lo stile di gustare, assaporare, darsi il tempo. Maschile e femminile si confrontano oggi con una competizione sulla competenza a predisporre il cibo e il vino, tutte e due i sessi sia nell’eterosessualità che nell’omosessualità, vogliono dimostrare una capacità seduttiva. Cucinare insieme piace alle coppie moderne, come piace che un uomo sappia scegliere i vini e i ristoranti, al contrario molte donne non ritengono eccitante cucinare per il partner perché si sentono imprigionate in un ruolo tradizionale.

Ristabilire una complicità del gustare il cibo, sceglierlo e prepararlo con cura, può per somiglianza sensoriale trasferire questo comportamento anche nel sesso. Assaporare, modalità molto diversa dall’ingoiare, contro la fretta consumatoria, regala la creazione dell’attesa e dell’atmosfera, calma la stanchezza e lascia poi libera la giusta energia che nel sesso è necessaria per produrre eccitazione e orgasmo.

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