Le prescrizioni sessuali e l’attenzione alla persona

Roberta Giommi
di Roberta Giommi  - Sessuologa

Nella terapia sessuale, dopo un’ attenta raccolta delle informazioni e dopo le visite specialistiche necessarie in relazione alla tipologia dei sintomi (andrologica, ginecologica, endocrinologia, ecc.) si procede alla costruzione delle ipotesi sulle cause del sintomo e alla costruzione del progetto terapeutico per risolvere i problemi. Un aspetto del trattamento è rappresentato dalle indicazioni che si danno alla coppia o al singolo per creare nuovi apprendimenti. Nella frase “La sessualità si impara” è contenuto il presupposto della terapia sessuale perché si possono correggere gli errori e  prepararsi a vivere o riscoprire questa dimensione in cui sentimenti, emozioni, divieti, differenze, devono trovare una nuova organizzazione. Gli esperti che si prendono cura di questo possono a volte essere eccessivamente interventisti mentre bisogna lavorare nell’assoluto rispetto delle idee e dei divieti a cui le persone attribuiscono valore. Si deve rispettare il pudore della persona  e della coppia, rispettare il corpo e gli organi genitali, in modo che non ci sia un eccesso di esposizione.

La riservatezza dei dati è garantita dalla legge, ma è come se si dovesse chiedere un permesso nell’ascolto e nei commenti, aiutando la confidenzialità e guidando ad una confidenza graduale. Ci sono dei fenomeni che devono essere guardati con attenzione: le interpretazioni delle cause psicologiche che devono essere fatte da chi ha una formazione in questo senso o una formazione integrata in sessuologia. Sono assolutamente dannosi i commenti come “Se tradisse suo/a marito/ moglie, con un'altra persona funzionerebbe meglio” oppure i suggerimenti di pratiche sessuali o di superamenti di tabù che la persona potrebbe vivere come invasivi e disturbanti rispetto al suo sistema di valori. In questo caso se ci sono indicazioni di comportamento legate ad una religione, è bene chiedere che le persone domandino  il permesso al proprio referente spirituale o si assumano una responsabilità soggettiva per le regole del trattamento. Un altro aspetto importante è rappresentato dal dare attenzione alla relazione tutelando un rapporto ritenuto valido dai consultanti e in ogni caso la richiesta di una amicizia /collaborazione se la coppia desidera far funzionare il lavoro terapeutico. Ogni volta si dovrà capire i limiti e le resistenze della persona nel suo insieme, capire la relazione tra mente e corpo, avere interpretato il significato del sintomo.

Le prescrizioni sono molto utili quando le rendiamo adatte alla persona che abbiamo davanti, alla coppia con le sue caratteristiche. Richiedono pazienza, ascolto, superamento delle resistenze e adattamento. Accade spesso che le prescrizioni di comportamenti di rilassamento, contatto fisico, stimolazione e scoperta genitale, siano banalizzate o lette su libri che parlano di problematiche sessuologiche. E’ consolidato il fatto che nel sesso,”il fai da te” non funziona e quando un sintomo esiste fino dall’inizio o si instaura progressivamente, la cosa migliore è la consultazione sessuologia. Sempre garantendo a chi consulta di capire le cose che vengono proposte, di conservare il diritto di replica: non si deve mai consegnare una prescrizione senza aver e discusso resistenze e difficoltà e senza aver creato un accordo valido nella coppia. La consulenza sessuologia ha dei tempi per l’ascolto, per capire il problema, per intervenire con una forte attenzione alla persona che consulta che apparirà come persona reale con la sua vita, le sue caratteristiche, i suoi valori e i suoi rifiuti. La persona deve capire cosa è importante per lei, per la coppia e deve valutare come si sentono i partner rispetto al problema e quale soluzione stanno cercando insieme. Le prescrizioni riguardano i pensieri, la relazione, il sesso e vanno ricercate, sperimentate e commentate in modo da renderle efficaci per quella persona e per quella coppia specifica. Sarà compito del terapeuta renderle facili, accessibili e ottener il consenso perchè siano realizzate. La motivazione, la consapevolezza di essere protagonisti, la fiducia nelle qualità del consulente, il dialogo, sono le altre componenti del risultato. 

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