Le contraddizioni degli amori

Roberta Giommi
di Roberta Giommi  - Sessuologa

Stanno crescendo in consultazione le donne che raccontano le loro paure e le loro preoccupazioni per storie importanti con maschi che si scopre di non volere perdere nel momento della crisi. Si ripete un copione sempre identico: molti litigi e differenze di progetti nella fase antecedente alla crisi. Conflitti aperti e ripetuti, su regole, conversazioni, intimità, che sono caratterizzati da una aggressione non ai comportamenti, ma alla persona tipo: “ Non sei creativo, ti impegni poco, sei pigro, non ti occupi del successo, sei introverso, non riesci a socializzare, non sai parlare di emozioni”. Questo tipo di aggressione e in particolare il conflitto che è una delle tre cause importanti dell’impotenza maschile, finiscono per creare una crisi grave e quando le partner arrivano alla assoluta insoddisfazione, spesso invitano il partner  a rompere il rapporto, offrendo come soluzione che se ne andranno, smetteranno la convivenza. Si invita il partner ad allontanarsi o ad interrompere il rapporto se abitano ancora nelle case dei genitori.

L’evento successivo è rappresentato dalla sorpresa perchè il partner decide davvero di interrompere la relazione. Questa decisione di Lui produce una allagante disperazione e inizia il dolore e l’incredulità, come se le azioni continue di disturbo e di opposizione fossero scomparse. In genere nelle fasi antecedenti alla rottura, si sono cambiate le regole della relazione: meno sesso, meno coccole, uscite con amiche e amici. L’amore esplode in questa fase: ci si accorge di essere innamorate e che è impossibile che lui abbia deciso di andarsene e che non voglia trattare nessuna ricomposizione.

Quello che era intollerabile diventa accettabile, si fanno carte false per non perdere il rapporto. Spesso i partner non tornano indietro e questo produce soprattutto in storie che hanno qualche anno uno stato di depressione e di solitudine. Il problema è che spesso quando le storie mostrano i loro difetti e le emozioni sono rese difficili dalla riduzione dell’intensità, del corteggiamento e i progetti mostrano conflitti di date e di tempi, l’idea che la mossa aggressiva di rompere faccia pensare che cambieranno le regole e ci sarà al femminile un potere diverso nella relazione. Al contrario le esasperazioni delle critiche producono nei maschi una idea forte che non vale la pena di continuare il rapporto. Il consiglio che viene dato nella consultazione psicoterapeutica è di riflettere prima di offrire la strada della rottura perché spesso è accolta come una soluzione. L’idea di forzare oltre il limite e di costruire un braccio di ferro sulle soluzione dei problemi che mostrano conflitto, può rendere la storia insoddisfacente, aggressiva e non desiderata.

L’idea che cacciando il nemico si sarà falici è una idea con limiti che deve essere percorsa solo se sappiamo che il rapporto è diventato veramente  insoddisfacente. Costruire la convivenza, le regole di vita, il confronto sulle scelte e sullo stile relazionale è un momento ad alta intensità che richiede saggezza e una forte competenza. Il confronto sulle regole, sui modi di stare insieme sulle decisioni importanti come dove vivere, come avere relazioni con le famiglie di origine, come salvare i rapporti individuali e lo stile di coppia, come gestire i soldi,  come costruire il lavoro e la professionalità, quanto tempo dedicare alle diverse aree della vita, sono spesso al centro della scena e i conflitti abitano facilmente queste fasi.

Bisogna imparare a fermarsi e pensare, capire cosa accadrà se spingiamo troppo in conflitto e soprattutto bisogna impedirsi di  fare un ring dove per sua caratteristica si vince o si perde e non si costruiscono mediazioni e nuove vie per le soluzioni dei problemi in campo. Non si tratta di cedere, si tratta di capire che abbiamo nutrito troppa aggressività distruttiva e che lo scontro ha già configurato un conflitto di potere che per sua natura è nemico dell’amore.

Ultimi articoli di Roberta Giommi