Adulti e adolescenti. Educare gli adolescenti al gusto delle esperienze graduali e al confronto con i grandi

Roberta Giommi
di Roberta Giommi  - Sessuologa

L’educazione sentimentale inizia nell’infanzia con l’elaborazione progressiva dei problemi di identità, ruolo, stile relazionale. Nell’infanzia si ricevono messaggi dalle figure adulte su cosa vuole dire amare ed essere amati, avere desiderio, scoprire intimità e la dipendenza emotiva.

I genitori, in modo consapevole o inconsapevole, tendono a passare i loro difetti sentimentali e le loro speranze per un futuro migliore dei loro figli. Da sempre vediamo i bambini arrabbiarsi e piangere perché sono stati abbandonati dall’amico/a del cuore, perché un'altra persona è stata scelta al posto loro quando pensavano di essere importanti e desiderati.

I sentimenti di dipendenza amorosa si attenuano intorno ai dieci anni, momento in cui diventa più importante l’investimento sociale. Ma quasi subito dopo, a 11-13 anni, si entra nella nuova fase che si lega più strettamente al bisogno di sperimentare le sensazioni corporee e il piacere, di amare e essere amati. Resta importante l’appartenenza al gruppo e la costruzione delle condotte sociali, ma è come se fosse più importante la paura di non essere corrisposti o ignorati sessualmente o sentimentalmente. Il desiderio agli inizi, sia amoroso che sessuale, può portare ad esporsi o a restare in silenzio.

Oggi i contatti con le chat, WhatsApp, Facebook, Istagram, permettono di accelerare, ma si deve sempre imparare ad esporsi proteggendosi e a controllare la verità delle immagini e delle parole.  E’ come se la prima fase dell’educazione sentimentale avesse bisogno della capacità di cogliere elementi da elaborare nella fantasia, nei sogni, pensando cosa sarebbe giusto dire o fare.

Oggi imperversa il “mi piace” come modo di mostrare legame e approvazione. A volte cercare una meta difficile è un modo per prendere tempo che può proteggere la nostra necessità di restare ancora in una fase solitaria mentre elaboriamo i nostri sentimenti e mettiamo alla prova le nostre risorse. La dimensione attuale più forte è quella  di essere espliciti nel proporsi, nel raccontarsi, nel fare offerte sessuali e questo può determinare confusione dentro di noi, false personalità, immagini e frasi troppo spinte nel confrontarsi con i coetanei.

Può essere importante che ragazze e ragazzi imparino le regole dell’amore in modo progressivo senza perdere il rapporto con i propri interessi. Iniziare in modo troppo precoce un legame sentimentale spesso risponde più al bisogno di avere famiglia, magari nel caso di genitori molto impegnati nel lavoro o nel sociale, di poter contare su un affetto sicuro. Invitiamo ragazzi e ragazze a regalarsi un po’ di tempo, per fare le prove e rassicuriamo che sicuramente arriverà unmomento in cui inizia la fase numero due dell’allenamento che è provare a scegliere il nostro oggetto di amore e conquistarlo, farsi dire Si e misurarci con le esperienze di lasciare ed essere lasciati. La capacità di fare capo a se stessi e non farsi troppo condizionare dalle regole di un rapporto, conservare gusti e amicizie è fondamentale per essere sicuri che le nostre scelte di amore e sessuali corrispondono ad un vero desideri. A quindici anni siamo ancora piccoli, abbiamo tanto tempo davanti e fare tutto solo sulla base di esperienze concrete, senza elaborazione immaginativa, può portare ad una povertà dell’amore, a volte, a dolorosi imprinting sessuali. Incontrare i giovani sui problemi della sessualità è sempre una bella esperienza. 400 ragazzi e ragazze delle medie superiori si sono dati convegno per parlare dei problemi del sesso. Partecipare a questi appuntamenti è un modo per avvicinare i giovani ad una competenza nella ricerca di soluzioni per i problemi , in un confronto tra nuove generazioni ed esperti. Sono cambiate le regole, il sesso viene iniziato a 13-14 anni, fa parte di una delle affermazioni di crescita, viene vissuto spesso come isolamento, come spazio da condividere, se possibile, solo con i compagni e a volte neppure con loro.

Parlare come esperti ai genitori e agli insegnanti e ottenere la loro collaborazione è un modo per costruire un cerchio protettivo, competente, intorno a questa fase della crescita, in cui il sesso, a livello di identità, di scelte, occupa una parte più importante che in altre fasi della vita. Quello di cui dobbiamo essere consapevoli è che sono cambiate le regole di accesso, si fa sesso presto, si usa internet, chat, facebook, si guarda pornografia anche molto spinta, ma del sesso si continua a non parlare da parte dei genitori e degli educatori I ragazzi e le ragazze accedono attraverso la tecnologia, alla possibilità positiva e negativa di ricevere e cercare informazioni senza un filtro a cominciare dagli 11 anni. Far crescere le esperienze di confronto permette di parlare di temi classici, come la contraccezione, la prima volta, l’orgasmo, le misure del pene, il tipo di rapporti permessi e proibiti i profili hard, la pornografia, il punto G, i rischi e le paure. Ragazzi e ragazze quando li incontriamo chiedono conferma di quello che sanno, correggono le cattive informazioni, chiedono di essere rassicurati per procedere nelle esperienze. A volte serve parlare dei comportamenti sbagliati della sessualità, parlare e dare spiegazioni sul sesso e sulla sicurezza per la salute fisica e psicologica, del sesso che vorrebbero vivere. Dentro questi piccoli spazi di tempo, si cerca di comunicare dei significati, si riflette sui comportamenti, si apre un rapporto di fiducia per accompagnarli nel processo di crescita, per non lasciarli soli.

 

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