Maschi alla prova in fuga dalle storie serie

Roberta Giommi
di Roberta Giommi  - Sessuologa

Ulisse tornò ad Itaca pensando che aveva attraversato il mondo prima di tornare a casa, che si era innamorato, incantato con le Sirene, ammaliato dalla maga Circe, sedotto dalla dolcezza di Nausica, ma era tornato a casa per recuperare storia, progenie, tradizioni e terra e sua moglie che lo aspettava. Questa simbologia oggi come tante altre è addomesticata da una filosofia dell’urgenza e nel paragone tra uomini e donne sarebbe bello scoprire quale storia attraversa una donna per passare e  come Ulisse,  dalla guerra, alla seduzione, al ritorno. E’ come se la fretta uccidesse la fantasia anche se in ambito sessuale sembra che esista una libertà apparente tra pornografia e parafilie soft e obbligo di essere trasgressivi e molto competenti.

Gli uomini sperano di conquistare qualche record oggi anche sessuale, come prestazione, arenandosi nel timore di orgasmi simulati o di sesso per avere amore. Gli uomini oggi non hanno le spade, corrono in bicicletta, in moto, vanno in palestra a fare pesi, fanno sesso e si domandano “sarò stato all’altezza?” Chi sono i nuovi maschi e come coniano la loro nuova identità di maschi del secondo millennio, come si sentono forti e coraggiosi, capaci di essere solidali, di stare in gruppo, di costruire il futuro con i propri figli e figlie, con le donne che possono amare o fare sesso in amicizia.

Come viene legittimata la loro energia e cosa vogliono dal loro tempo, dal lavoro, dai loro affetti, dalle case che abitano, dai soldi di cui dispongono, da una nuova, possibile complicità femminile, sia nel fare l’amore, sia nel camminare accanto. Una società del carpe diem, così forte mancava da tempo, come se il qui e ora, fosse così magico, da impedire di pensare in modo positivo in termine di continuità. Il  mito di piantare un albero perché sia goduto da un possibile nipote è sovrastato dalla crisi del pianeta, dalla morte dell’aria, dell’acqua, della terra. Si temono i grassi, gli anni, le debolezze e la pigrizia. Si teme la forza così come si teme la debolezza. Siamo nel regime degli opposti che costruiscono conflitti sulla strada da prendere.  Il maschile che sognano le donne è fortemente contraddittorio, deve essere gentile, ma anche forte, passionale, ma anche rispettoso, ma non troppo, energico, dominante, amante del sesso, ma romantico, che non deve chiedere e che abbia più desiderio di una donna.

Ascoltare è un lavoro difficile, ma interessante, che può permettere, al di là del politicamente corretto, di cogliere tante contraddizioni. Manca una riflessione per accedere ai pensieri veri, belli o brutti che siano per costruire un dialogo di persone e non di maschere. A scuola, nelle Aziende pubbliche e private facciamo questo: costruiamo la stanza della conversazione, chiediamo alle persone di parlare liberamente, riformuliamo insieme le parole dette in modo da essere sicuri che ci siamo veramente capiti, esprimiamo e invitiamo ad esprimere liberamente desideri e bisogni. Partiamo da qui per capire come mai la convivenza è difficile, cosa manca, da cosa siamo attratti, cosa desideriamo e temiamo e i mille perché che accompagnano queste riflessioni. La contraddizione invece di essere creativa, innesca il conflitto che per sua natura, soprattutto se è statico, impedisce di muoversi verso costruzioni positive.

Una coppia si scioglie in genere quando i figli hanno al massimo 11 anni e questo nasce spesso dal silenzio della sessualità, dalla mancanza di emozioni e di scambi positivi. Il troppo pieno si confronta con il vuoto e l’infelicità non cerca risorse di cambiamento. Forse la cosa bella è decidere che si riparte da zero, che scriviamo insieme i doni che ci siamo fatti di progetto, emotivi, sentimentali, di cose raggiunte grazie all’altra/o e poi si ricomincia, accettando come ci indicano i terapeuti americani di fare un tavolo sul cambiamento ogni 4 anni. Noi nella consultazione di coppia chiediamo di fare un confronto ogni due mesi. Ci si crea uno spazio senza figli e senza altre cose da fare e si stabilisce di conquistare un luogo amato o che desideriamo conoscere e si aprte da li per raccontarsi bisogni e desideri come se ci si conoscesse in quel momento e ci stessimo raccontando.

Abbiamo visto nella terapia di coppia che spesso siamo prigionieri di pregiudizi e litigi e che l’ascolto diventa selettivo, a volte aggressivo e che questo alza solo muri senza creare comunicazione. Suggeriamo alle coppie di scoprire come sono cambiate e come possono valutare come investire risorse nel cambiamento personale che deve essere trasformato in un nuovo progetto relazionale. Sono piccole regole che nel lavoro di terapia di coppia ci regalano molte risorse e permettono di fare nuovi progetti che rispettano conquiste personali e cambiamenti relazionali che hanno bisogno di intelligenza e positività per aprirsi verso la costruzione del futuro.    

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