Attività sportiva in vacanza: attenzione a non eccedere

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

L'estate è una stagione che invoglia all'attività all'aperto e la mancanza di impegni precisi fa si che ci si possa dedicare per lungo tempo ad attività fisiche non usuali durante il periodo invernale. Con l'attività fisica ci si sente meglio ed alcuni manifestano, addirittura, una vera e propria forma di dipendenza.

I bambini possono giocare quanto vogliono ma devono proprio giocare e non praticare attività sportiva. Non è infrequente, infatti, che durante le vacanze molti partecipino a tornei estivi che, a parte quelli di bocce dedicati ai nonni, sono più impegnativi dell'attività fisica svolta durante l'inverno. Da qui allo sviluppo di patologia da eccesso di movimento oppure al verificarsi di vere e proprie lesioni o incidenti da sport il passo è breve. Tutte le attività sportive, infatti, presentano un rischio di incidenti e di lesioni specifiche che non va dimenticato anche per non rovinare la vacanza.

La patologia da eccesso è tra le più frequenti. I tornei estivi di calcetto, o altre discipline, possono prevedere 2-3 incontri delle stesse squadre lo stesso giorno con un impegno fisico notevole. Talvolta, inoltre, l'attrezzatura sportiva non è proprio la più adeguata: nessuno, ad esempio, va in vacanza trascinandosi dietro l'abbigliamento da equitazione ma sono molti quelli che vanno a cavallo procurandosi lesioni da frizione alle gambe.
Nei casi più frequenti la muscolatura e le articolazioni, sottoposti ad uno stress di durata ed intensità imprevisti, danno segno di se con dolori e limitazione delle normali attività quotidiane; anche le ossa possono presentare microfratture, soprattutto nelle aree di inserzione dei legamenti e dei tendini, con dolori piuttosto fastidiosi e la necessità di mettersi a riposo totale.

Per evitare questi fastidi bisogna fare attenzione all'impegno fisico del bambino prevedendo un'attività fisica al massimo simile a quella invernale con giornate dedicate al riposo e all'inattività totale. Come ricordato, l'attrezzatura dovrebbe essere ragionevolmente adeguata e non improvvisata in modo da non sottoporre il corpo a sollecitazioni per le quali non è preparato.
Il riscaldamento propedeutico all'attività fisica vera e propria deve essere rispettato come avviene negli altri periodi dell'anno così da evitare sovraccarichi improvvisi del sistema cardiorespiratorio oltre che osteo-articolare.

Le semplici passeggiate in bicicletta non rappresentano un'attività sportiva ma devono essere trattate alla stessa stregua. E' importante, quindi, che l'attrezzatura sia quella giusta: il casco deve essere indossato ed allacciato e si devono utilizzare calzature adeguate e non le semplici ciabattine da mare.

Durante l'estate, soprattutto nelle giornate più calde, bisogna assumere una quantità di liquidi elevata in modo da soddisfare il fabbisogno aumentato dalla sudorazione ulteriormente incrementato dall’attività fisica. Bisogna proporre al bambino acqua ma non solo perché con la sudorazione si perdono anche sali; per integrarli vanno bene i succhi di frutta diluiti, frutta e verdura fresche.

Per concludere mi sembra importante ricordare che le vacanze sono un periodo di ristoro e di relax. E' inutile cercare di rimediare all'inattività invernale del bambino nei 10-15 giorni di vacanza nelle località turistiche. E' molto meglio programmare uno stile di vita più sano da intraprendere al rientro a casa senza rovinarsi i pochi giorni di meritato riposo.

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