Scarpe per i più piccoli: una scelta complicata

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Quando il bambino non cammina non è necessario che utilizzi le scarpe. Ad una certa età, variabile, a seconda del suo sviluppo psichico, intorno a 9-10 mesi il bambino cerca di mettersi in piedi utilizzando la rete del box e di muovere alcuni passi sostenuto dalle mani dei genitori (prima tutte e due, poi una sola) oppure appoggiandosi a sedie, poltrone o altri mobili. Con la deambulazione nasce l'esigenza di utilizzare le scarpe che proteggono il piede dalle asperità del terreno e guidano il corretto sviluppo della camminata; non prevengono invece il piede piatto o altre anomalie anatomiche.

Le scarpe più adatte al bambino piccolo costano molto in rapporto alla quantità di materiale impiegato perché devono essere di elevata qualità e ben lavorate in modo da non danneggiare il piede che, in questo periodo della vita, si adatta alla scarpa a differenza dell'età adulta dove, invece, è la scarpa ad adattarsi al piede ed al modo di camminare. Poiché la scarpa ideale ha determinate caratteristiche e si deve sostituire frequentemente in relazione alla crescita del piede si può anche fare ricorso al mercato dell'usato senza troppi patemi d'animo perché le scarpe rimangono praticamente nuove.

Il materiale più adatto per la tomaia è la pelle naturale mentre la suola deve essere di cuoio, con una piccola parte gommata per limitare lo scivolamento. Il materiale naturale favorisce la traspirazione del piede e l'assenza di sostanze sintetiche. La scarpa deve essere flessibile, deve, cioè, essere possibile piegarla almeno a 90° senza troppi sforzi. La forma a polacchina favorisce la presenza di contrafforti posteriori che, tuttavia, non devono superare i malleoli ed aiutano a mantenere corretta la posizione del calcagno. La pianta dovrebbe essere a biscotto, ampia ed alta nella parte anteriore, per rispettare l'anatomia del piede ed alloggiare adeguatamente le dita senza costringerle in una posizione anomala. Il tacco deve essere presente: largo, squadrato e di altezza limitata.

E' meglio scegliere scarpe allacciate che con le chiusure in velcro, che si allentano facilmente. Un compromesso molto comodo può essere rappresentato dalla doppia chiusura, lacci associati a cerniera laterale, ma bisogna fare molta attenzione alla presenza di eventuali asperità a contatto con il piede. Si devono evitare le scarpe morbide, da ginnastica, e non è necessario acquistare scarpe di vernice. E' meglio lasciare in negozio anche le scarpine ortopediche, le cosiddette "preventive" o "correttive", ovvero le scarpe con suola più rigida, plantare variamente sagomato oppure il tacco con una forma "strana" perché costringono il piede ad un atteggiamento ed una camminata non naturale. Il piede normale non ha bisogno di questi artifizi che devono essere proposti solo dallo specialista ortopedico o fisiatra per correggere una patologia.

La misura più adatta della scarpa per un bambino si rileva nel pomeriggio (la stazione in piedi favorisce un lieve edema dei piedi con aumento delle dimensioni) prestando attenzione ad entrambi i piedi perché spesso non sono esattamente uguali con il sinistro lievemente più grande. Quando il bambino indossa la scarpa è sufficiente premere davanti all'alluce: si deve avere uno spazio di circa 1-1,5 cm libero per evitare traumi delle dita, soprattutto delle unghie, ed interferenze sulla deambulazione. Una buona scarpa rappresenta un investimento per la salute del bambino favorendo la crescita corretta del piede e l'acquisizione di una camminata adeguata. Una calzatura di buona qualità rappresenta una garanzia per la salute del piede e, per la sua influenza su tutta la postura, anche di buona parte dello scheletro.

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