Obesità: una forma di malnutrizione

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

L'obesità è una malattia, una forma di malnutrizione per eccesso. Nell'immaginario collettivo la malnutrizione è quella dei bambini del terzo mondo, quelli che mangiano poco o nulla, che sono magri da fare paura. Malnutrizione significa, invece e semplicemente, nutrizione alterata, inadeguata. Nei paesi occidentali la malnutrizione più diffusa è quella per eccesso quantitativo di calorie con conseguente eccesso ponderale. Per essere una malattia, tuttavia, l'eccesso ponderale deve essere significativo rispetto al peso "ideale" del bambino in modo da non considerare malato un bambino semplicemente paffuto.

Il calcolo non è semplicissimo perché, analogamente a quanto avviene nell'adulto, bisogna tenere conto della costituzione del bambino: un bambino pesante ma muscoloso non è, verosimilmente, obeso. Per i bambini normali è sufficiente rapportare il peso con quello ideale, al 50° centile per la statura: se l'eccesso ponderale supera il 20% siamo già in una zona rischiosa. Nelle visite di controllo programmate dal Pediatra di Fiducia è prevista una valutazione sia dell'entità dell'incremento ponderale che delle sue caratteristiche nel tempo in modo da evidenziare elementi predittivi di maggiore rischio. E' importante ricordare che solo il 2-3% degli eccessi ponderali è causato da malattia mentre la quasi totalità dei casi è di origine ambientale.

La prevenzione dell'eccesso ponderale patologico è compito delle famiglie, dei Pediatri e delle altre agenzie che si occupano del bambino, come la scuola. Informazioni sull'obesità e sui diversi metodi di approccio preventivo e terapeutico sono ampiamente disponibili ma i documenti scritti, per quanto completi ed esaustivi, non hanno una grande utilità se non c'è un approccio pratico al problema, un insegnamento vissuto. La famiglia e la scuola possono fare molto.

Cominciamo dallo stile di vita che dovrebbe essere "attivo", ovvero non improntato alla sedentarietà o all'ozio, con attività fisica moderata effettuabile anche in caso di eventi atmosferici avversi. Lo sport, se praticato con piacere, può aiutare ma l'attività non deve essere estrema per non stimolare l'appetito. Per favorire il movimento può essere sufficiente non utilizzare l'ascensore o l'automobile per gli spostamenti, fare un giro un po' più lungo per raggiungere la scuola, passeggiare o andare spesso al parco.

L'alimentazione ha, ovviamente, un ruolo importante. La consumazione dei pasti in compagnia, famiglia o scuola, è un momento didattico. Durante la consumazione dei pasti sarebbe bene non fare altro tranne che mangiare: la distrazione offerta dalla televisione non consente di percepire le caratteristiche dei cibi (sapore, odore, consistenza) e, di conseguenza, l'atto del mangiare. Il frazionamento dei pasti, delle calorie, nella giornata rappresenta la base per un appetito ragionevole. Se il bambino salta la colazione l'ultima assunzione di energia risale alla sera precedente: la fame a merenda o, peggio, a pranzo sarà notevole con grande difficoltà ad assumere una quantità di calorie adeguata. Naturalmente anche i genitori devono consumare la colazione e non un semplice caffè prima di uscire di casa. Dopo la colazione ci sarà una merenda, il pranzo, un'altra merenda e poi la cena: le due merende devono essere ragionevoli e la cena di minore entità rispetto al pranzo. Il calcolo delle calorie interessa i nutrizionisti: per avere un riferimento utile basta pensare ai nostri pasti da bambini oppure farsi guidare dai racconti dei nonni.

Ogni tanto ci sarà qualche cibo particolare, sfizioso, come è sempre stato, ma la regola deve essere improntata alla moderazione. Non si devono favorire le doppie porzioni né ai bambini sovrappeso né a quelli sottopeso per non favorire fenomeni di invidia tra coetanei. Il controllo del peso, la prevenzione dell'obesità, passa attraverso azioni quotidiane semplici e di apparente scarsa utilità ma il risultato complessivo ottenibile è notevole e rappresenta un investimento per la salute futura del nostro bambino.

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