Adolescenza: come gestire un periodo difficile

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Gli anni della pubertà e dell'adolescenza sono un periodo difficile sia per i figli che per i genitori. Proprio perché si verifica dopo una fase di crescita tranquilla, la terza infanzia caratterizzata da pochi mutamenti somatici e psicologici, la pubertà sembra come una tempesta dopo un periodo di calma piatta. Proprio per questo motivo bisogna prepararsi per tempo in modo da comprendere meglio il profondo mutamento fisico e psichico dei figli  e potere essere utili a favorire il passaggio verso l'età adulta nel modo meno traumatico possibile.
La lettura di libri sull'argomento è importante per preparare una base di lavoro ma bisogna ricordare che la società cambia più velocemente delle acquisizioni scientifiche e della pubblicazione dei manuali. Ciò che si legge, quindi, può essere già vecchio come lo è anche il ricordo di noi stessi durante gli anni della pubertà. L'abitudine al dialogo, soprattutto all'ascolto, è fondamentale: il bambino o la bambina abituati a parlare con i genitori di tutto, anche degli argomenti più intimi, senza sentirsi giudicati si aprono più facilmente. E' più semplice, quindi, approfondire anche i problemi più spinosi come l'imbarazzo di un corpo che cambia e non sembra più il proprio oppure le notti bagnate o le mestruazioni. Ascolto, comunque, non significa atteggiamento inquisitorio oppure invasione della privacy. Gli spazi individuali, le telefonate, le e-mail, gli SMS e tutti gli interventi sui vari social network devono rimanere privati in modo da mantenere un atteggiamento di fiducia e rispetto che favorisce il dialogo. Solo in caso di segni di sospetto è lecito indagare, seppure sempre discretamente.

Anche internet, riviste e spettacoli televisivi, devono essere oggetto di attenzione per farsi un'idea delle frequentazioni e del tipo di informazioni ricercate. L'intrattenimento sia televisivo che digitale non dovrebbero essere un'attività privata ma pubblica ed essere temporalmente limitate in modo da favorire la pluralità delle attività. L'ampia disponibilità di smartphone e tablet che consentono il collegamento ad internet in qualsiasi luogo ed orario complicano, però, l'attività di controllo.
E’ importante fare capire ai ragazzi che i genitori devono conoscere i loro amici, ed i loro numeri di telefono, in modo da non rischiare brutte sorprese e poterli contattare in caso di necessità.

Abbigliamento e comportamenti sono un altro aspetto drammatico della pubertà  perché legati fortemente all'aspetto sociale. Il comportamento è governato dalla tempesta ormonale e dall'esplosione della personalità oppositiva tipica dell'età di passaggio. I modi dei genitori, della società degli adulti, appaiono, inevitabilmente, vecchi e da cambiare. Bisogna ammettere che è vero e che i nostri ragazzi hanno ragione: la società deve cambiare, deve evolvere, viceversa muore. Le energie fresche dei nostri ragazzi sono la risorsa migliore per il cambiamento. Certo, i capelli viola, le unghie nere, i tatuaggi e gli oggetti metallici infilati in diverse parti del corpo possono spaventare ma bisogna considerarli per quello che sono: manifestazioni esteriori della ricerca della propria personalità, espressione del rifiuto delle regole della società attuale, tentativi di provocazione e di induzione al cambiamento. Talvolta queste espressioni possono essere anche simpatiche come le unghie con i teschietti.

La pubertà e l'adolescenza, fasi di transizione verso l'età adulta comportano, inevitabilmente, come tutti i grandi cambiamenti nella storia un disagio, una sofferenza, che si deve gestire di momento in momento a seconda delle necessità e della cultura delle singole famiglie. Ogni genitore deve trovare nell’ambito delle proprie risorse la strategia migliore per riuscire a traghettare il figlio verso l’età adulta con il minore numero possibile di traumi.

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