Bilanci di salute: come un "tagliando" per il bambino

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Le persone adulte in buona salute vanno raramente, o mai, dal loro medico mentre i bambini dovrebbero andare a visita dal proprio pediatra, anche quando sani, con frequenza variabile: quelli più piccoli più spesso e quelli più grandi meno frequentemente. In pratica, come dicono alcuni genitori mutuando la terminologia da quella automobilistica, i bambini dovrebbero essere portati periodicamente a "fare un tagliando". Analogamente al meccanico, che prende in considerazione le diverse parti dell'auto alla ricerca dei segni iniziali di malfunzionamento, le visite periodiche del pediatra di famiglia prevedono una serie di controlli quasi obbligatori relativi alla crescita, allo stato di salute ed allo sviluppo neuroevolutivo del bambino. Si tratta di indagini semplici, che spesso non vengono neppure avvertite dai genitori perché sembra che il pediatra giochi con il bambino, che, qualora mettano in evidenza segni di sospetta patologia, possono suggerire ulteriori indagini ed approfondimenti diagnostici. Sono i bilanci di salute previsti per tutti i bambini a specifiche età filtro.

Si tratta, come appare evidente, di uno screening ma, in queste occasioni, oltre a valutare la buona salute del bambino, il pediatra affronta con i genitori, o anche con il bambino, argomenti di medicina preventiva relativi all'età specifica. Le età indicate sono 1 mese,  2-3 mesi, 4-5 mesi, 8 mesi, 11-12 mesi, 15-18 mesi, 3-4 anni, 5-6 anni, 12-13 anni; alcuni calendari sono ancora più densi di appuntamenti, prevedendo controlli anche a 8-10 anni oppure annualmente dai 3 ai 13 anni.

Durante tutte le visite vengono rilevati i parametri auxometrici: statura (fino a 2 anni per lunghezza e successivamente per altezza), peso, circonferenza cranica (fino a 2-3 anni); da 3 anni in su andrebbe verificata anche la pressione arteriosa. In tutti gli incontri il pediatra esegue una visita generale, valuta lo sviluppo psichico e motorio anche con l'aiuto del racconto dei genitori, verifica la vista e l'udito direttamente o attraverso domande chiave per i bambini più piccoli. Il sospetto di malattia porta il pediatra a prescrivere ulteriori accertamenti; un bambino con un soffio cardiaco fisiologico non verrà inviato allo specialista cardiologo.

Il bilancio di salute prosegue con l'informazione su argomenti di educazione sanitaria come la corretta alimentazione alle diverse età ed i problemi che essa comporta: fasi del divezzamento, malnutrizione specifica nei lattanti con dieta particolare (vegetariana, di esclusione per allergia), prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare più tipici della pubertà o adolescenza. Nel periodo dello sviluppo puberale vengono affrontati anche argomenti relativi alla sessualità, alla contraccezione, alla prevenzione delle malattie trasmissibili sessualmente.

Le vaccinazioni sono un argomento di cui si parla a più riprese in quanto il calendario vaccinale appare molto fitto di appuntamenti. Questo è un argomento che i genitori non dovrebbero avere paura di affrontare, anche a muso duro, con tutte le figure coinvolte. Ogni genitore ha  la sua cultura, le sue idee, le sue credenze. Il pediatra di famiglia è la persona più indicata, proprio perché "di casa", a rispondere adeguatamente alle osservazioni avanzate dai genitori. Non si può, infatti, generalizzare l'informazione con l'affermazione, ad esempio, che il morbillo è una malattia grave che sta aumentando di incidenza (è vero) e che il vaccino "deve essere praticato perché non comporta rischi" (non è vero: è un vaccino facoltativo, peraltro assolutamente consigliabile, che comporta il rischio di febbre e, raramente, convulsioni e reazioni allergiche). Il momento della visita per il bilancio di salute, che spesso viene effettuata per appuntamento, è l'occasione migliore per  parlare dei vaccini, delle preoccupazioni relative alle indicazioni o ai rischi ed effetti collaterali.

I bilanci di salute sono un impegno che i genitori dovrebbero vivere come un investimento per il loro bambino. Una malattia, un'alterazione dello stato di salute evidenziato in fase iniziale consente un intervento precoce e la riduzione delle lesioni croniche.

Ultimi articoli di Roberto Minelli