Mangiare sano: il problema dell'olio di palma

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Quanto e cosa dare da mangiare ad un bambino alle diverse età sta diventando un problema insolubile in quanto, oltre tutti i problemi già noti in precedenza, si è aggiunto recentemente quello dell'olio di palma.
L'olio di palma si ottiene dalla spremitura dei frutti della palma (drupe, come le olive e le pesche); è un olio composto per circa il 50% di grassi saturi, principalmente acido palmitico, praticamente solido a temperatura ambiente, insapore e con buona resistenza alla cottura. L'olio di palmisto si ottiene dalla lavorazione dei semi e raggiunge l'80% di grassi saturi. La presenza di un'elevata quantità di grassi saturi rende la composizione dell'olio di palma simile a quella del burro ed ostacola il processo di irrancidimento. Ha un costo limitato, inferiore a molti altri grassi alimentari utilizzati nell'industria, e questo ne ha favorito l'ampia diffusione. Nei prodotti da forno industriali l'olio di palma migliora le caratteristiche organolettiche e la conservazione; la sua presenza è stata svelata dopo l'introduzione di leggi che hanno imposto di indicare accuratamente gli ingredienti nei prodotti confezionati.
L'olio di palma fa davvero male? Dipende da molti fattori ma si può dire che questo tipo di grasso è dannoso, ad esempio, come il burro, la vitamina A, gli zuccheri raffinati, la carne, ovvero bisogna prestare attenzione a quanto se ne assume. Tutti questi alimenti, infatti se assunti in quantità eccessiva, sono responsabili di effetti nocivi: il burro favorisce l'arteriosclerosi, la vitamina A è dannosa per il fegato, gli zuccheri raffinati impegnano il pancreas favorendo il diabete, la carne può affaticare il rene e favorire l'assunzione di grassi saturi aterogeni.
In età pediatrica il problema della qualità dell'alimentazione è avvertito maggiormente perché le possibilità di metabolizzare i tossici possono non essere perfettamente mature e gli effetti possono avvertirsi a distanza di molti anni per fenomeni di accumulo. Gli studi osservazionali rilevano che l'assunzione di acidi grassi saturi da qualsiasi fonte è maggiore nelle prime età della vita con progressiva diminuzione nel corso dell'accrescimento. L'assunzione di grassi saturi, però, è necessaria per permettere una crescita adeguata; il 40% dei grassi del latte materno sono saturi e di questi il 50% è acido palmitico. Quando un bambino non può essere allattato al seno si utilizza il latte adattato la cui composizione è stabilita a livello europeo; nella sua produzione, al latte scremato viene addizionato olio di palma per rendere la composizione in acido palmitico simile a quella del latte materno.
Gli effetti negativi dell'olio di palma sulla salute sono riferibili all'aumento del colesterolo nel sangue, del rischio di malattie cardiovascolari, di infarto. Trattandosi di malattie degenerative, l'importanza dell'olio di palma nel determinismo di questi effetti non è facilmente distinguibile da altri fattori come l'obesità, l'ipertensione, il fumo di tabacco.
L'apporto di grassi saturi nella dieta di un adulto non dovrebbe superare il 10%; per quanto riguarda il bambino, un'età vulnerabile, l'apporto dovrebbe essere più contenuto. Conoscere le quantità di olio di palma contenute nei prodotti commerciali non è facile ma ci si può fare un'idea basandosi sulla sua posizione nella lista degli ingredienti.
Non è opportuno, peraltro, demonizzare l'olio di palma accettando la sua presenza in quantità limitate nella dieta e variando adeguatamente i cibi proposti quotidianamente. In questo modo si mantiene limitato l'apporto sia di olio di palma che di altre sostanze potenzialmente dannose per la salute e si abitua il bambino a sapori e consistenze diverse favorendo una buona educazione alimentare.

Ultimi articoli di Roberto Minelli