Le infezioni respiratorie del bambino: un fastidio quasi inevitabile

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Nei primi anni di vita i bambini si ammalano spesso. Le malattie più diffuse sono rappresentate dalle infezioni respiratorie che quando sono molto frequenti, quasi senza soluzione di continuità, si definiscono ricorrenti. Il bambino è affetto da infezioni respiratorie ricorrenti quando presenta più di 6 infezioni respiratorie in un anno oppure più di una infezione respiratoria alta al mese nel periodo tra settembre ed aprile oppure più di 3 infezioni respiratorie basse in una anno.
Le definizioni sono importanti perché spesso si ha la sensazione che il bambino sia sempre malato ma quando si va a controllare con precisione il numero e la qualità degli episodi infettivi ci si accorge che la realtà è migliore di quanto percepito.
La definizione di infezione alta oppure bassa ha importanza nel valutare gli episodi infettivi. Le vie aeree alte vanno dal naso alla parte superiore della trachea, al di sopra delle clavicole; le vie aeree basse sono accolte nel torace, al di sotto delle clavicole, e sono rappresentate da un breve tratto della trachea, dai bronchi e dai polmoni. La divisione in due porzioni dell'apparato respiratorio consente di definire meglio il numero e la qualità delle infezioni in modo da non considerare alla stessa stregua un raffreddore ed una polmonite.
Nel valutare le infezioni si deve considerare il periodo dell'anno in cui si verificano, l'età del bambino, la frequenza del nido o della scuola materna o la presenza di fratelli maggiori. Poiché il neonato o il piccolo lattante hanno anticorpi di origine materna, i bambini piccoli si ammalano in genere dopo i 6 mesi, soprattutto se questa età va a cadere nel periodo invernale, quando è maggiore il numero di persone afflitte da malattie dell'apparato respiratorio come l'influenza. Gli anticorpi materni rappresentano, però, l'esperienza immunitaria della madre e possono non essere protettivi nei confronti di agenti infettivi diversi dall'anno precedente. La presenza in famiglia di fratelli più grandi e la scolarizzazione precoce favoriscono una maggiore frequenza di infezioni per la maggiore esposizione ad agenti infettivi contro i quali non si posseggono difese immunitarie perché "nuovi" rispetto alle malattie contratte in passato.
Il sistema immunitario, anche quando è normale, può essere relativamente poco efficiente nella difesa immediata contro le infezioni respiratorie. Si possono verificare, infatti, alterazioni del film mucoso che riveste le vie aeree (biofilm) con una conseguente riduzione della capacità di difesa locale ed uno stato di infiammazione che non guarisce. Spesso questa situazione si viene a determinare perché non si rispettano i tempi per una convalescenza adeguata dopo una malattia acuta oppure perché il bambino va all'asilo ammalato, con la febbre. Anche l'esposizione al fumo di sigaretta può danneggiare la mucosa delle vie aeree e modificare la sua capacità di produzione di sostanze di difesa dalle infezioni.
Se ci si trova di fronte ad un numero realmente elevato di infezioni delle vie aeree si può tentare di stimolare globalmente il sistema immunitario con preparati che devono essere suggeriti dal proprio Pediatra di fiducia. E' importante sapere, però, che il tentativo può non sortire gli effetti desiderati. Il sistema immunitario, infatti, è una struttura estremamente complessa con meccanismi di difesa di diverso tipo. Un piccolo difetto può determinare, quindi, la possibilità di ricorrenza di malattie non gravi ma molto fastidiose come faringiti, laringiti, raffreddori ed il farmaco indicato può non essere quello giusto, quello più adatto proprio per l'impossibilità di individuare il difetto specifico.
Quando il bambino cresce le infezioni respiratorie diventano meno ricorrenti, meno frequenti, fino a diventare sporadiche o rare, come avviene nell'adulto: si tratta solo di resistere per qualche anno.

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