Il neonato: dubbi e paure dei neogenitori

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Finalmente, dopo un lungo periodo di trepidante attesa, siamo arrivati al parto ed il bambino, prima immaginato, è diventato una realtà concreta. La gestante che si prendeva cura del bambino in maniera passiva proteggendolo e nutrendolo in modo inavvertito è diventata una mamma che deve accudire il piccolino dandosi da fare per soddisfare le sue necessità. Non è, però, solo un problema materno perché anche il padre interviene, o dovrebbe farlo, nella care, nel prendersi cura, del neonato e successivamente del lattante.

Sia la mamma che il papà sono stupiti da quest’esserino apparentemente fragile di circa 3500 grammi (il peso alla nascita si esprime in grammi) ma anche preoccupati da una serie di problemi che lo riguardano. Nasce così una serie di paure relative al neonato che talvolta è difficile arginare.
La paura più frequente, soprattutto nel caso di allattamento al seno, è l’adeguatezza del pasto, ovvero come capire se il bambino mangia abbastanza oppure no. Con il biberon è facile fare riferimento alle tabelle presenti nella confezione del latte in polvere ma con il seno la cosa diventa più complessa perché si dovrebbe utilizzare la doppia pesata ovvero la pesata prima e dopo ogni singolo pasto. I pasti, tuttavia, non sono mai uguali e può succedere che nell’arco delle 24 ore il bambino mangi una quota adeguata (ce lo dice internet) ma alle 13 abbia mangiato 20 grammi di meno. Ci si chiede il perché e si inizia con le ipotesi più strampalate trascurando il fatto che anche noi adulti non mangiamo sempre la stessa quantità. “Ma Paolino è piccolo e non si può esprimere…” è l’osservazione più frequente. In realtà non è così perché il neonato che non viene alimentato a sufficienza strilla come un’aquila per reclamare ciò che gli è dovuto.

L’adeguatezza dell’alimentazione si misura verificando la crescita del peso in rapporto all’età del bambino. La crescita ponderale nel primo mese di vita è, in genere, di 500 grammi rispetto al peso alla nascita; durante il secondo mese si cresce di circa 900 grammi. Spesso, tra i tanti regali i genitori ricevono una bilancia pesa-lattanti e verificano autonomamente, talvolta con frequenza pluriquotidiana, il peso del bambino: se questo valore non viene raggiunto anche se per pochi grammi inizia una serie di dubbi e perplessità che è difficile fugare. Il comportamento migliore da tenere è evitare il fai da te ed attendere la visita di controllo programmata alle età chiave oppure, se proprio non si riesce a resistere, praticare una visita più ravvicinata presso il Pediatra di fiducia. In questo modo l’aumento di peso del bambino viene valutato non solo sulla base delle tabelle di crescita ma rapportato anche alle caratteristiche dei genitori ed inserito nel contesto di una valutazione più generale dello stato di salute.
Poiché il bambino mangia deve anche fare la cacca: quanta e con quale frequenza è un altro problema che può evolvere in un’ossessione. In genere il bambino evacua ad ogni pasto. I riflessi propri del tubo digerente comportano uno svuotamento dell’ampolla rettale all’arrivo del cibo nello stomaco. Questo meccanismo che potremmo definire “perfetto” ha, però, molte variazioni individuali ed il lattante in piena salute può presentare 2 oppure 1 evacuazione al giorno. Anche il colore e la consistenza possono destabilizzare una mamma qualora al posto di essere cremose e di colore senape o giallo uovo le feci siano tendenti al verde (più spesso nell’allattato al biberon oppure nel caso di ridotta frequenza di evacuazione) o di consistenza liquida. La presenza di piccole formazioni biancastre, che molti interpretano come latte non digerito, è normale perché i cosiddetti “grumi” sono saponi, grassi del latte non assorbiti (nel primo mese di vita l’assorbimento dei grassi non è perfetto) e sali di calcio.

Una moderata dose di preoccupazione è salutare per consentire al bambino di avere risposte rapide ai suoi bisogni ed ai genitori di sentirsi pienamente tali perché interessati alla salute del loro piccolino. Un’ansia esagerata per ogni piccolo dettaglio, viceversa, rischia di creare stress e conflittualità secondari ad un’ideazione ossessiva centrata sul bambino. Nessun bambino ha mai riportato conseguenze per un ritardo del pasto di mezz’ora oppure perché un giorno non ha evacuato con la frequenza prevista.

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