Allattamento al seno: fonte di ansia e preoccupazione

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Allattare al seno è la modalità di nutrizione naturale, fisiologica, dei mammiferi. Il bambino appena nato, se inbuona salute e posto nelle condizioni ideali, cerca il capezzolo della mamma e si attacca e "succhia". In realtà il neonato-lattante non succhia ma esercita una sorta di spremitura del capezzolo, simile ad una mungitura, utilizzando la parte più profonda e robuta della lingua pre spremere il capezzolo.
La maggior parte delle mamme può allattare il proprio figlio per tutto il primo semestre; alcune mamme, però, sono costrette a limitare od interrompere l'allattamento al seno dopo i primi mesi per motivi fisiologici oppure lavorativi. Nonostante la legge tuteli l'allattamento al seno consentendo orari lavorativi più elastici spesso non si riesce comunque ad usufruire di questa possibilità per motivi logistici o individuali.

Pochissime mamme  non possono allattare per malattie proprie oppure perché la montata lattea, la comparsa del latte, è stata assolutamente inadeguata. Molto raramente il bambino non può essere allattato direttamente al seno per malattie individuali che non consentono l'attività della suzione come malformazioni oppure stati di elevata prematurità. In questi casi, tuttavia, si cerca di utilizzare comunque il latte della mamma somministrato con biberon oppure sondino naso-gastrico.
Quando una mamma allatta si pone spesso due interrogativi. Il primo è legato alla quantità del latte mentre il secondo è legato alla sua qualità.


Per quanto riguarda la quantità di alimento assunto il problema sembra apparentemente risolvibile praticando la doppia pesata, ovvero pesando il bambino prima e dopo ogni pasto. Devono essere calcolati tutti i pasti della giornata perché ci possono essere differenze quantitative - ma anche qualitative - tra i diversi pasti. La somma di tutti i volumi darà il volume complessivo nelle 24 ore che, diviso per il peso del bambino, esprimerà i ml di latte per ogni kg di peso. Assumendo un apporto calorico di circa 70 kcal/100 ml di latte si ottiene il quoziente energetico espresso in kcal/kg del bambino. Il quoziente energetico è molto elevato nel primo trimestre, circa 120 kcal/kg, per garantire la crescita; diminuisce fino a circa 40 kcal/kg nell'età adulta.
Questi sono, ovviamente, calcoli teorici perché il sistema migliore per verificare l'adeguatezza quali-quantitativa del latte della mamma è, semplicemente, quello di pesare regolarmente il bambino in occasione dei bilanci di salute. La crescita adeguata del bambino è, infatti, l'espressione dell'adeguatezza dell'alimento e se questa rientra nella normalità il latte va benissimo.


Maggiori, apparenti, difficoltà presenta la stabilire la qualità del latte. Non si parla tanto di quota calorica che si può giudicare dalla crescita del bambino, come visto prima, ma delle caratteristiche organolettiche del latte oppure della presenza di sostanze estranee nello stesso. Molti farmaci possono, infatti, essere reperiti in tracce nel latte così come può avvenire per odori o sapori particolari o, ancora, allergeni.
Per quanto riguarda i farmaci in generale, è sufficiente conoscere la possibilità di utilizzo nel lattante e durante la gravidanza per potere stare tranquilli anche qualora possano essere presenti quantità rilevabili nel latte, come amoxicillina oppure paracetamolo. Per quanto riguarda i sapori, pur essendo vero che il cavolo, gli asparagi,  oppure la cacciagione possono conferire al latte un sapore particolare, è importante ricordare che la mamma può avere mangiato gli stessi cibi durante la gravidanza per cui il bambino è abituato a quei sapori "di mamma". Per quanto riguarda gli allergeni potenzialmente presenti nel latte è ormai conoscenza consolidata che la nutrice deve mangiare liberamente anche qualora il lattante sia allergico. Sono pochissimi, infatti, i casi in cui è necessario che anche la mamma segua una dieta di esclusione.

Per concludere, quindi, la mamma che allatta deve mangiare la stessa varietà di cibi assunta durante la gravidanza oppure il periodo pre-gravidico senza esclusioni di sorta.
L'allattamento a richiesta con una mamma che segue una dieta libera è quanto di meglio si possa pensare per una maggiore serenità e soddisfazione della mamma e del bambino.

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