Paure dei genitori: la febbre, le infezioni, i vaccini

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

I figli crescono ma, nonostante l'apparente migliore robustezza fisica, i genitori continuano a vederli sempre fragili, debolucci, bisognosi di protezione e continuano ad avere paura. Quando i bambini non sono più piccoli lattanti, apparentemente in pericolo di vita per uno starnuto oppure un po' di cacca più molle del solito, le preoccupazioni dei genitori si orientano verso altri argomenti.
Tra le paure più diffuse c'è quella della febbre.


La febbre è un fenomeno fisiologico legato, nella stragrande maggioranza dei casi, ad una aggressione del nostro organismo da parte di agenti infettivi, batteri o virus. Si tratta quindi di una infezione ma già la parola stessa "infezione" evoca un'idea di malattia grave, curabile con difficoltà e dalla prognosi incerta. E' importane considerare, invece, la febbre come una semplice espressione della risposta del nostro organismo contro l'agente infettivo. Anche la temperatura massima raggiunta non è espressione, isolatamente, della gravità della malattia: un bambino affetto da polmonite, infatti, può presentare una temperatura di 38.5°C mentre un bambino influenzato può arrivare anche a 40°C di temperatura corporea. Solo in presenza di altri sintomi  si può giudicare la malattia come grave.

Nel caso della gastroenterite la presenza di vomito, che impedisce di bere e di compensare efficacemente le perdite di acqua, può orientare per una forma più grave con l'indicazione a rivolgersi ad un pronto soccorso; nel caso delle malattie dell'apparato respiratorio si può valutare la difficoltà di respirare e la frequenza dei respiri in un minuto per sospettare una maggiore gravità. Un bambino molto raffreddato può, tuttavia, presentare una discreta difficoltà respiratoria che, però, non è indice di gravità.
Una paura molto comprensibile, aumentata dal clamore mediatico, dalla inconciliabilità delle posizioni più estreme, e dalla sensazione di scarsa chiarezza che caratterizza l'argomento, è la paura delle vaccinazioni. Se ne fa un gran parlare, si migiustificazione ma che deve essere tenuta sotto controllo. I genitori hanno il diritto di chiedere spiegazioni e di ottenerle. La persona più indicata è il Pediatra di Famiglia perché ha la possibilità di trovare un momento adeguato per ascoltare i genitori naccia un ritorno all'obbligatorietà, palese attraverso apposite leggi oppure velata con la necessità di essere vaccinati per l'accoglimento a scuola, ma i genitori non trovano argine alle paure e perplessità nei confronti di una pratica che appare ormai obsoleta per la scomparsa delle malattie contro cui è rivolta.
E' una paura che trova giustificazione ma che deve essere tenuta sotto controllo. I genitori hanno il diritto di chiedere spiegazioni e di ottenerle. La persona più indicata è il Pediatra di Famiglia perché ha la possibilità di trovare un momento adeguato per ascoltare i genitori e spiegare le cose utilizzando un linguaggio semplice e comprensibile. Ci sono interrogativi frequenti ai quali si può tentare di dare risposte generali. Una domanda frequente ed interessante è relativa all'indicazione a vaccinare per malattie che non si osservano più oppure hanno una incidenza risibile. La motivazione è semplice: proprio per continuare a mantenerle pressoché inesistenti. L'induzione di una risposta immunitaria attraverso il vaccino consente, infatti, di avere una protezione attiva pronta ad intervenire contro l'agente infettivo. E' una situazione simile a quella di alcune nazioni pacifiste che, tuttavia, mantengono un esercito ben addestrato ed equipaggiato  e pronto all'intervento.
La giovane età del bambino da sottoporre a vaccinazione è un altro elemento che preoccupa i genitori convinti dell'immaturità del sistema immunitario. Anche in questo caso si tratta di un pregiudizio appoggiato su una realtà. E' vero, infatti, che il sistema immunitario all'età di 3 mesi non è perfettamente maturo ma è anche vero che è perfettamente in grado di rispondere efficacemente contro virus e batteri. Per capirlo basta pensare a tutte le malattie che circolano ed a quante, invece, colpiscono realmente nostro figlio. Pneumococchi, Stafilococchi, Streptococchi, ad esempio sono batteri presenti nelle goccioline di saliva di chi parla e sulla pelle dei genitori (anche di quelli più puliti), ma il bambino non si infetta, non si ammala, proprio perché il suo sistema immunitario risponde benissimo contro l'intruso.
In risposta ai dubbi dei genitori si possono proporre altre argomentazioni, tutte apparentemente, ma solo apparentemente, banali. La cosa importante è che i genitori non abbiano timore di parlare apertamente con il proprio Pediatra e di ottenere le risposte più soddisfacenti alle loro curiosità e perplessità.

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