In vacanza dallo smartphone, i bambini si riappropriano dei 5 sensi

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

Durante l'estate si va al mare oppure in montagna, comunque in vacanza, in modo da rompere con la routine quotidiana e ritemprare il fisico e la mente. E' il periodo dell'anno durante il quale ci si dedica a se stessi, alla famiglia, ai figli. Sempre che sia genitori che figli riescano ad abbandonare lo smartphone oppure il tablet.
I genitori un po' meno ma i nostri bambini sono nativi digitali e tutti, ormai, siamo abituati ad essere sempre connessi con qualcuno o qualcosa attraverso strumenti sempre più portatili e potenti come i telefonini oppure i tablet. L'utilizzo di questi strumenti ci consente di conoscere realtà inimmaginabili e di collegarci con persone lontane in maniera immediata e poco costosa ma sempre attraverso una scatola che limita la percezione al riquadro dello schermo. Si tratta di una situazione che ha raggiunto, secondo molti sociologi, dimensioni allarmanti. E' esperienza frequente, in questi giorni, vedere i bambini, soprattutto i più grandicelli, al mare oppure in montagna, seduti ed impegnati in un gioco digitale.

Ecco, allora, che andare in vacanza potrebbe significare riappropriarsi della vita fisica e di tutti e 5 i sensi. Non si tratta di abbandonare del tutto le connessioni ma utilizzarle molto meno del solito ed insegnare ai figli come renderle utili.
L'estate è la stagione della vita all'aria aperta, delle corse, delle nuotate, ma anche delle visite alle città d'arte, dei viaggi, delle tavole calde, dei ristoranti e bar, e della gente, delle persone. E dei rumori ed odori che circondano le persone.

Il bambino talvolta deve essere fisicamente spinto o trascinato, verso i giochi all'aperto e di gruppo. Corse, nuotate, giochi con la palla, costruzioni con la sabbia o con il legno, esplorazioni, a seconda delle disponibilità di materiali e della località di villeggiatura dovrebbero diventare la routine quotidiana almeno per alcuni giorni in modo da favorire una persistenza delle buone abitudini anche al rientro a casa.
Si può, tuttavia, insegnare un utilizzo creativo dei dispositivi elettronici. Si può, ad esempio, ricercare l'immagine su internet di un fungo intravisto tra le piante, evidenziandone le possibili caratteristiche di commestibilità (per la conferma occorre, tuttavia, ricorrere ad un esperto micologo) oppure la storia, noiosissima, di un monumento o le battaglie, avvincenti, che si sono svolte nelle sue vicinanze.

Il tablet o il telefonino, quindi, come manuale, guida turistica, per insegnare ai nostri figli un suo utilizzo sia ludico che formativo. Ma anche come memoria sia per riprendere caratteristiche inconsuete di paesaggi o attrattive locali sia per ricordare che "io c'ero" andando al di la dei soliti selfie ma utilizzandoli come una vera fotocamera (inquadratura, luce,...).

Ed i rumori? Quanti ricordano che all'interno dei cellulari può essere raccolto anche il suono che ha caratterizzato una certa situazione. Non pensiamo solo alle onde del mare oppure al frinire delle cicale (che fanno tanto Giovanni Pascoli ma divertono poco) ma anche ai suoni del mercato, alle parlate caratteristiche, o alle parolacce, delle diverse località nazionali o straniere visitate che possono essere utilizzate per arricchire una presentazione multimediale delle nostre esperienze.
Per tacere dei video che sono un tutt'uno anche se con scarse possibilità creative, a meno di girare un vero e proprio film che può, però, annoiare.

I sapori che abbiamo incontrato, gli odori e le puzze che abbiamo percepito, le condizioni climatiche delle diverse località di villeggiatura verranno ricordati dalla visione e dall'ascolto dei diversi frammenti di memoria digitale.
I bambini sono troppo piccoli per questo? No, sembra proprio di no. Come per la lettura e per la musica, che si apprendono progressivamente con lo stimolo continuo, anche l'utilizzo creativo di un dispositivo elettronico può essere favorito dagli stessi genitori con manifestazioni di allegria e sorpresa di fronte agli avvenimenti e con l'entusiasmo per la possibilità di memorizzare e rievocare quel particolare momento.
Sempre che noi stessi riusciamo a staccarci dal medesimo dispositivo evitando di chattare continuamente e mettere al corrente delle nostre esperienze in tempo reale i nostri follower per dedicarci ai nostri bambini.

Ultimi articoli di Roberto Minelli