Mamma mia che caldo! Cosa posso fare per il mio bambino?

Roberto Minelli
di Roberto Minelli  - Pediatra

La temperatura di questi giorni sta raggiungendo valori con limitati precedenti storici. Le previsioni meteorologiche ci prospettano temperature elevate accompagnate, talvolta, da valori di umidità ambientale con valori altrettanto elevati. In situazioni climatiche simili il bambino può presentare diversi livelli di sofferenza fino a stati di malattia vera e propria di gravità elevata.
I bambini soffrono per le temperature estreme, sia calde che fredde, e più sono piccoli e meno tollerano condizioni micro e macroambientali avverse.
In condizioni climatiche ragionevoli il bambino può giocare tranquillamente all’aria aperta ma con temperature superiori a 32°-33°C bisogna cominciare a prestare attenzione.

Per contrastare il caldo, il bambino può essere tranquillamente messo a soggiornare in un ambiente dotato di climatizzatore in modo da mantenere temperatura ed umidità a valori più ragionevoli.
L’umidità dell’aria ambiente, come noto, è importante perché in presenza di una umidità ambientale bassa l’evaporazione dell’acqua corporea attraverso la sudorazione aiuta a controllare la temperatura corporea mentre in presenza di valori di umidità elevati si suda senza nessun vantaggio. Non è necessario, quindi, raggiungere temperature di 20° C ma soltanto ridurre la temperatura ed asciugare l’aria (l’acqua sottratta dall’aria è quella che si ritrova negli scarichi delle pompe di calore).

Poiché il nostro corpo cede all’ambiente acqua con il sudore è importante bere abbondantemente liquidi adeguati, soprattutto acqua fresca, non fredda. I bambini più piccoli hanno un contenuto idrico per ogni chilogrammo di peso superiore a quello dei bambini grandi e degli adulti e quindi necessitano di maggiori quantità di liquidi anche se sudano meno. Non ci si deve preoccupare di eventuali esagerazioni perché l’eccesso viene smaltito con le urine che diventano progressivamente più chiare, più simili all’acqua.

Ai lattanti, che bevono solo il latte, materno oppure in formula con il biberon, deve essere somministrato solo latte: sia il latte materno che il latte formulato diluito correttamente hanno una concentrazione di sostanze disciolte adeguiate a fornire l’acqua che serve. Occorre prestare attenzione, quindi, alla diluizione del latte in polvere che deve rispettare un preciso rapporto tra polvere ed acqua come riportato su ogni confezione.

L’abbigliamento deve essere leggero (è sufficiente un solo indumento), traspirante e di colore chiaro per limitare l’assorbimento del calore da raggi solari (sia diretti che indiretti). Non dimentichiamo che una parte del corpo del bambino è coperta dal pannolino che per la sua composizione non consente la traspirazione. Poiché il bambino piccolo suda meno si può integrare la sudorazione vaporizzando acqua (come avviene anche nelle grandi manifestazioni all’aperto) oppure praticando bagnetti tiepido-freschi.
Nonostante si sia stati attenti a limitare gli effetti nocivi del caldo occorre prestare attenzione ai segni di sofferenza da calore. I segni iniziali di disidratazione sono rappresentati da riduzione della vivacità del bambino, riduzione della quantità  delle urine che diventano progressivamente più colorate (nei neonati e piccoli lattanti ci sono,  in genere, 6-7 cambi di pannolino al dì), bocca asciutta e riduzione delle lacrime nel caso di pianto; nei bambini piccoli si può notare una depressione della fontanella anteriore. Nei casi più gravi è presente sonnolenza del bambino, infossamento degli occhi e della fontanella, mani e piedi pallidi e freddi; più raramente il bambino può essere estremamente irritabile. In tutti questi casi è importante contattare un medico oppure rivolgersi senza indugio ad un pronto soccorso.
Il caldo è una caratteristica della stagione estiva e non ci si deve preoccupare neppure quando si hanno figli molto piccoli perché sono sufficienti piccoli accorgimenti. Se, nonostante tutto, ci sono dubbi si deve ricorrere ai servizi medici, sempre e senza pensarci: è meglio una visita inutile in più che un ricovero d’urgenza per disidratazione grave.

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