L’Italia acclama la 14enne d’argento, ma Benny pensa a studiare e alle prossime gare

Appena promossa alla seconda liceo con la media dell’otto, Benedetta Pilato ha iniziato a nuotare a due anni e promette benissimo

TiscaliNews

I suoi capelli bicolore, ancora bagnati dall’acqua della piscina, sono già il simbolo della tenacia e della disciplina alle quali un’adolescente può votare la sua ancora breve esistenza per salire sul podio di un mondiale. E Benedetta Pilato, a soli 14 anni, su quel podio ci è salita tremando per l’emozione mentre stingeva la sua medaglia d’argento dei 50 rana a Gwanju, Corea del Sud, teatro dei campionati di nuoto. Ha pianto, riso, urlato e con quella medaglia pesantissima al collo si è lasciata scappare un "aiuto...".

La principessa ranista

Un mese fa finiva il suo primo anno di liceo a Taranto, la sua città, con la media dell’otto - come rivela Il Fatto Quotidiano - e oggi è la nuova eroina dello sport nazionale. L’impresa compiuta proietta l'azzurrina tra le big del nuoto. Lei, la millennial azzurra, classe 2005, dopo aver segnato il primato italiano nelle eliminatorie del giorno prima (29''98), tiene testa e quasi impensierisce la regina Lily King, costretta a tirar fuori il repertorio migliore per non vedersi soffiare l'oro dalla ragazzina pugliese. Pilato chiude seconda, battendo un'altra star della rana, la russa Yulia Efimova. "Aiuto, sono sconvolta: non ci posso credere" l'esultanza che galleggia tra paura e felicità della piccola Benny.

Personalità da campionessa

“E' nata una stella”, è il leit motiv ripetuto da tutta la stampa nazionale mentre lei ha già messo da parte questa vittoria e pensa ai prossimi impegni: ad agosto torna in acqua a Budapest per i mondiali della sua età, quelli junior. "Sono contentissima voglio vivere questo momento non ci credo - le parole miste a lacrime -. E' bellissimo competere con atlete così esperte da cui ho solo da imparare". E racconta quei 30 secondi che l'hanno portata alla ribalta mondiale: "Ero molto tesa - racconta l'azzurra allenata da Vito D'Onghia per la Fimco Sport - in realtà non lo sono mai stata così tanto prima di una gara, ma era una finale mondiale. La mia prima volta. Sapevo di potermela giocare e sono felicissima del risultato. Sono stata anche in testa, ma sapevo che sarebbe stato difficile conservare la posizione. In realtà pensavo di essere arrivata terza. Poi ho visto che ero seconda. Wow. Ancora non ci credo. Alla fine non ho capito nulla, per un attimo ho avuto la sensazione di sentirmi male. Voglio vivere questo momento; ma desidero capire fin dove posso spingermi già ai mondiali junior dove nuoterò anche altre gare".

Meglio di Federica Pellegrini

"E' un fenomeno, una donna in un corpo di bambina - dice di lei Martina Carraro, bronzo nei 100 rana e finita quinta nella gara sprint -. A quell'età ti sembra di vivere una favola, hai la leggerezza dell'inesperienza". La 14enne tarantina è infatti la più giovane nuotatrice italiana medagliata ai mondiali della storia. Meglio di Novella Calligaris e di Federica Pellegrini.

Una stella anche dei social

Benedetta ha iniziato a nuotare a due anni nella piscina Solaris di Pulsano, 15 chilometri da Taranto, e sono stati gli allenamenti di Vito D’Onghia, della Fimco Sport,a a portarla a questi risultati. I suoi quasi settemila follower sui social adesso voleranno alle stelle, e pensare che papà Salvatore neanche voleva farla nuotare, pensando ai troppi sacrifici nella sua breve esperienza con il nuoto. "Poi Vito gli ha detto di farmi provare una gara sola, e così ci sono state la seconda, la terza e così via".

Tutta scuola e piscina

È la mamma Antonella che l'accompagna ogni giorno in piscina perché non perda troppo tempo negli spostamenti. "Nuoto in una vasca da 25 metri a 10 minuti da casa. Ci vado ogni sera dalle sette e tre volte a settimana faccio palestra - racconta Benny -. A volte è dura perché ci tengo ad andare bene a scuola". Ha un fratello di dieci anni che "gioca a calcio", ma è ancora piccolo "e forse un domani nuoterà guardando me". Il suo idolo è "Adam Peaty. L'ho conosciuto al Sette Colli e adesso ci diciamo buongiorno". Una favola solo all'inizio, perché dopo le lacrime e i sorrisi la piccola-grande Benedetta sogna che il meglio debba ancora venire.