I 55 anni di Valeria Golino, ma il suo è un compleanno infelice: “Mi piaccio sempre meno”

L’attrice è interprete di «Fortuna», la storia terribile della bambina uccisa dopo gli abusi e sarà la regista di una serie tv dedicata a Goliarda Sapienza

TiscaliNews

I compleanni sono spesso occasioni per riflettere sulla propria vita e Valeria Golino, che compie 55 anni proprio il 22 ottobre, fa il punto senza farsi sconti. Anzi a dire il vero con una certa severità nonostante un periodo carico di successi e impegni da un punto di vista lavorativo. L’attrice è infatti alla Festa del cinema di Roma con il film Fortuna del regista esordiente Nicolangelo Gelormini, ispirato e dedicato ad un caso atroce che ha scosso tutta l'Italia, l'omicidio di Fortuna Loffredo di sei anni il 24 giugno 2014, scaraventata giù dall'ottavo piano del palazzone popolare di Campo Verde a Caivano (Napoli) dove abitava, sul cui corpo furono riscontrati abusi sessuali definiti 'cronici' e per il quale è stato condannato all'ergastolo Raimondo Caputo.

Al cinema

Valeria Golino interpreta la psicologa della piccola Fortuna, una professionista assai distratta in realtà che però nella storia viene percepita dalla bimba come una mamma sognata, "protettiva, apprensiva, soave, accogliente senza condizioni", ha spiegato Golino. "Difficilmente capitano sceneggiature come queste, originale, poetica, evocativa. Volevo esserci in questo progetto coraggioso e rischioso e volutamente non ho approfondito i fatti veri".

Delusa di sé

Ma gli impegni cinematografici sono tanti: «E’ un momento molto ricco di proposte, anche da paesi diversi», racconta al Corriere della Sera. Infatti sarà una strega per Claudio Cupellini, una ladra per Michela Cescon. «E poi L’educazione cattolica di Stefano Mordini dove paradossalmente mi ritroverò in un mondo simile a quello di Fortuna, solo che il contesto sociale (il massacro del Circeo) è totalmente diverso, siamo nella borghesia. Eppure…». Eppure? «Eppure intimamente non sono contenta di me. Sono delusa di come porto avanti le cose, mi piaccio sempre meno». Insolita tanta sincerità in chi fa parte del mondo dello spettacolo: «Va tutto bene, sono io che non mi sento all’altezza di ciò che mi propongono. Non è un momento scintillante, sono un po’ opaca. Forse è mancanza di coraggio, o semplicemente sono un po’approssimativa».

La serie sul libro culto di Goliarda Sapienza

Ma un’occasione per tornare ad essere orgogliosa di sé non le dovrebbe mancare ed è «la mia prima serie tv, per Sky, come regista. Da L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, un libro che era abbandonato su una cassapanca, rifiutato da tanti editori. La sua vita è già un romanzo: scrittrice, attrice, arrestata per un furto in casa di amiche...Io l’ho conosciuta. Avevo 18 anni, lei era l’ex moglie di Citto Maselli con cui stavo per girare Storia d’amore e propose a Goliarda di aiutarmi perché dovevo essere una borgatara romana e all’epoca si sentiva il mio accento napoletano. Mi diceva: sei la mia Modesta». E’ il nome della protagonista del libro. «Una donna siciliana scomoda e immorale per il suo tempo. Nella mia serie c’è la prima parte del romanzo, che è di formazione e erotico: si va dai suoi 8 ai 18 anni, da bambina fortemente sessuata, povera, curiosa, intelligente, con una voglia di altrove, fino a quando va a Catania e diventa principessa».