Andrew Cuomo e gli altri uomini di potere che non hanno ancora capito cosa sia una molestia

Il governatore dello stato di New York è accusato da tre collaboratrici di molestie. Lui si difende: “Mai molestato nessuno, baci e abbracci mio modo di salutare”

Andrew Cuomo (Ansa)
Andrew Cuomo (Ansa)

Sul comportamento di Andrew Cuomo, accusato di molestie da tre donne, è stata aperta un’indagine e bisogna aspettare che faccia il suo corso. Qui non ci interessa neanche se siano opportune o meno le sue dimissioni da governatore dello stato di New York, dimissioni che l’accusato si rifiuta di presentare. Ciò che è interessante è il fenomeno: quello di un uomo di potere che non sa, o finge di non sapere, cosa sia un comportamento molesto nei confronti di una donna. Perché al di là di ciò che sarà provato dall’indagine, il discorso che il signor Cuomo ha fatto a sua discolpa dopo che una terza donna ha presentato accusa di molestie, è un concentrato di contraddizioni che basterebbero da sole a metterlo in difficoltà.

Le accuse

Vediamo le accuse: Lindsey Bolan, Charlotte Bennet e Anna Ruch, che sono tutte state sue collaboratrici, lo hanno accusato di molestie e in alcuni casi, come quello di Anna Ruch c’è un testimone (amico di Ruch) che conferma come Cuomo, dopo avere messo le mani dove non era autorizzato a metterle (“nella parte bassa della schiena”), le abbia chiesto a voce alta “Posso baciarti?”. Non certo le attenzioni che si sogna di ricevere dal proprio capo.

“Voleva venire a letto con me”

Ma ecco le parole di Charlotte Bennett: "Ho pensato volesse venire a letto con me. Ho pensato che non ero a mio agio e che dovevo uscire dalla stanza". La seconda accusatrice del governatore racconta così le sensazioni e la paura provata. Bennett racconta come Cuomo, nel corso di un incontro, le aveva chiesto della sua vita sessuale, se era monogama e se aveva mai avuto rapporti sessuali con uomini più grandi. "Mi ha detto che era a suo agio con chiunque avesse più di 22 anni", racconta la 25enne Bennett alla Cbs, precisando che "senza chiedermi direttamente di andare a letto me lo ha fatto capire".

L’autodifesa

Ed ecco, invece, le parole dell’accusato che prima dice: "Non ho mai toccato nessuno in modo inappropriato, non ho mai voluto offendere nessuno", poi aggiunge "Mi scuso se ho fatto sentire qualcuno a disagio, non volevo". E addirittura aggiunge: "Sostengo pienamente il diritto delle donne" a farsi avanti con accuse di molestie, invitando tuttavia ad "attendere i fatti" prima di esprimere giudizi sul caso sul quale si impegna a "collaborare pienamente" per l'indagine indipendente avviata. Ma il bello è quando fa riferimento al suo carattere naturalmente espansivo, sarebbe dovuto a questo il fatto che i suoi comportamenti siano stati male interpretati. Con la voce tremante, quasi spezzata, Andrew Cuomo si è presentato contrito davanti alle telecamere in diretta televisiva spiegando di non essere stato a conoscenza del "disagio causato. Non volevo causare sofferenza a nessuno, mi scuso, sono imbarazzato". I baci e gli abbracci, "di cui troverete centinaia di mie foto, sono un mio modo di salutare per far sentire la gente a proprio agio. L'ho imparato da mio padre", l'italoamericano ex governatore di New York Mario Cuomo.

La differenza fra avances e molestie

Da una parte tre donne che raccontano di comportamenti inequivocabilmente molesti, dall’altra un uomo la cui difesa in sintesi è questa: “non ho fatto niente di male e se l’ho fatto non sapevo di causare sofferenza”. È credibile questa autodifesa? Davvero un uomo può non rendersi conto di essere inopportuno e offensivo fino a diventare molesto? Dobbiamo ancora spiegare la differenza fra avances e molestie? Lo diciamo subito, la differenza sta tutta qui: nell’assenso o nel suo contrario, il dissenso di chi riceve quelle attenzioni. Le avences sono un’offerta che deve sapersi fermare in tempo prima del dissenso, chi insiste diventa molesto.

Il dislivello sociale fra capo e sottoposto

Ma cosa succede quando fra due persone c’è un dislivello come quello che c’è fra capufficio e sottoposto? Quanto è libero, o si sente libero, di esprimere il suo dissenso chi dipenda lavorativamente, e quindi economicamente, da chi gli mostra attenzioni sgradite? A tutte queste domande un uomo di media intelligenza dovrebbe perfettamente essere in grado di rispondere, e invece no viste le percentuali di molestie non solo sui luoghi di lavoro. Perché la libertà di esprimere il proprio dissenso può venire meno anche in altre occasioni, non solo nel palese caso di rapporto fra datore di lavoro e dipendente. Quindi o siamo circondate da stupidi, oppure ci sono molti uomini che alla domanda “ma ci fai o ci sei?”, dovrebbero rispondere “ci faccio perché mi fa comodo passare per finto tonto piuttosto che molestatore”.