Beatrice Venezi: “Chiamatemi direttore, ma se mi chiedono di vestirmi da uomo mi ribello”

È il più giovane direttore d’orchestra. Classe 1990, dirige la Nuova Scarlatti di Napoli e l'Orchestra Sinfonica Milano Classica

TiscaliNews

Carlos Kleiber e Leonard Bernstein i suoi modelli, ma è Puccini il suo spirito guida, e non solo come compositore, ma anche come grande innovatore e primo “influencer” della storia. Beatrice Venezi, classe 1990, direttore principale della Nuova Scarlatti di Napoli e dell'Orchestra Sinfonica Milano Classica, ha presentato a Milano il suo primo album 'My journey-Puccini's Symphonic Works', voluto da Warner Music Italia con l'Orchestra della Toscana, omaggio al grande compositore di Lucca, città di cui anch'essa è originaria.

Quando rifiutai di vestirmi da uomo

Più che l'album, il maestro Venezi ha presentato e promosso se stessa, e il suo tentativo di rompere i cliché che vogliono il podio luogo maschile, e anche un direttore donna ingessato in austeri abiti “con le code”. "Ma io ci salgo coi tacchi e un vestito sognante da principessa, perché così mi sento. A Tokyo mi chiesero di indossare il tight, mi rifiutai, la vinsi".

Chiamatemi direttore

Come la sua richiesta di essere indicata come 'direttore' e non 'direttrice o direttora', "perché - sostiene - sottolineare il genere femminile è sempre ghettizzante. E l'orchestra è uno strumento difficile, a volte spietato ma sempre meritocratico: il direttore viene giudicato continuamente, fin da come entra e cammina verso il podio". Sente come missione divulgare la musica classica fra i giovani anche perché "l'educazione musicale in Italia è imbarazzante". Ma vuole essere innovativa anche musicalmente: "Il direttore - dice - non può modificare nemmeno una nota di quelle scritte in partitura, il rispetto del testo è assoluto.

Dirigere con personalità

Però la sua visione del brano può restituire a quel testo una luce nuova. Ho lavorato sui dettagli che fanno la differenza tra una interpretazione e l'altra: l'equilibrio fra le sezioni dell'orchestra, la velocità di esecuzione, la tensione fra i vari elementi". Il disco - spiega - si apre con lo 'Scherzo per orchestra', il cui Trio è stato ricostruito dal Centro Studio Puccini di Lucca e mai inciso finora in questa forma; poi c'è l'intermezzo tra il 2/o e il 3/o atto (il 'viaggio' per le Americhe) da Manon Lescaut; infine il mio cavallo di battaglia: la 'Tregenda' da Le Villi, che sempre porto in giro. Dalla Bielorussia al Portogallo, dal Libano al Canada, respiro ovunque un grandissimo amore per l'Italia e il nostro patrimonio artistico".