La confessione inaspettata di Bianca Gascoigne: "Soffro di dismorfismo corporeo. Mi vedo brutta"

La modella, figlia dell'ex calciatore Paul Gascoigne, ha confessato di soffrire di un disturbo che la porta a non accettare il suo corpo

TiscaliNews

Per chi soffre di dismorfismo corporeo è difficile parlarne ma Bianca Gascoigne ha deciso di spiegare il suo malessere proprio in una vetrina pubblica come Ballando con le Stelle, il programma su RaiUno condotto da Milly Carlucci: "Anche se le persone mi dicono che sono bella e sexy io non mi vedo così. Mi vedo brutta". La modella ha così confessato di soffrire di dismorfobia, un disturbo, che la porta a non accettare il suo corpo ma per il quale sta cercando di curarsi. E non importa essere percepiti dal pubblico come una bellissima donna, come ha raccontato anche Meghan Fox.

“Non mi piaccio”

La figlia dell'ex calciatore Paul Gascoigne, nel video che precede l'esibizione in pista, ha svestito i panni della bomba sexy per fare emergere un lato sconosciuto della sua vita privata. "Soffro di dismorfofobia - ha spiegato nel video - ho problemi con l'immagine del mio corpo. Non penso di essere carina, non mi piace il mio fisico, la mia figura. Ho visto alcuni medici e ci sto lavorando". La modella poi aggiunge: "Anche se io dimagrissi non mi vedrei bella lo stesso. Non riesco a vedermi come mi vedono gli altri, quando mi dicono che sono bella. Forse apprezzerò il mio corpo quando diventerò mamma, perché allora il mio corpo avrebbe fatto qualcosa di buono e bello".

Cosa è la dismorfobia

Le persone affette dal disturbo da dismorfismo corporeo sono concentrate sulla dimensione o sull’aspetto di una specifica parte del corpo e possono passare anche molte ore al giorno a preoccuparsi delle imperfezioni percepite nel proprio corpo, nonostante queste appaiano minime o siano impercettibili agli altri. Chi è vittima di questo disturbo può anche pensare che alcune parti del proprio corpo siano brutte, deformate e vergognarsi del proprio aspetto al punto da evitare di uscire e anche di parlarne con il proprio medico.