Milleunadonna

Bufera al tg1: la battuta della Anzaldo su Giorgia Meloni scatena la polemica politica. Le parole incriminate

La giornalista si è poi scusata con una nota ma la polemica ha reso necessario anche un richiamo della direttrice Monica Maggioni alla redazione

TiscaliNews

Nuova bufera sul Tg1 e stavolta al centro delle polemiche c’è Elisa Anzaldo (leggi qui del suo ritorno alla conduzione), uno dei volti più noti e autorevoli del telegiornale della rete ammiraglia. La giornalista, che conduce il tg delle 20, è sotto attacco da parte di Lega e Fratelli d’Italia per una battuta su Giorgia Meloni. In un clima già teso a pochi giorni dall'entrata in vigore dei regolamenti sulla par condicio appena varati da Agcom e Commissione di Vigilanza, è dovuta intervenire pure la direttrice Monica Maggioni con un richiamo.

La battuta che accende la polemica

A scatenare la prima polemica agostana la rassegna stampa mattutina del Tg1, che già aveva messo in subbuglio la redazione per via del rifiuto di alcuni giornalisti a condurla. In studio c'era il condirettore del Corriere dello Sport, Alessandro Barbano, che ha commentato la notizia, riportata dai quotidiani, relativa al fatto che Giorgia Meloni sarebbe passata da essere tifosa laziale a tifosa romanista. "Se peccato è - ha detto il giornalista -, in questo caso non è il peggiore di Giorgia Meloni". Frase che la conduttrice, Elisa Anzaldo, ha commentato, sorridendo e affermando: "Ce ne sono tanti altri".

La reazione di Lega e Fdi

La giornalista è stata accusata di aver violato la par condicio elettorale e a denunciarla è stata Daniela Santanché, capogruppo di FdI in Commissione di Vigilanza sulla Rai. “È molto grave - sostiene la senatrice - quanto accaduto nel corso della rassegna stampa del Tg1, dove in maniera del tutto gratuita e in violazione di qualsiasi principio deontologico la conduttrice Elisa Anzaldo, peraltro volto dell’edizione delle 20 del Tg1, ha pesantemente attaccato Giorgia Meloni”. Pronta anche la reazione della Lega che chiede alla Rai l'immediata sospensione di Anzaldo dalla partecipazione ai programmi "dopo lo spettacolo indecente visto". "La vicenda di Anzaldo è il primo simbolo dello spostamento a sinistra dei contenuti informativi della Rai che prevedrà un massacro della par condicio e del pluralismo", afferma Federico Mollicone di Fdi, che chiede l'anticipo dell'entrata in vigore dei regolamenti sulla par condicio che saranno operativi dal 10 agosto.

La polemica politica e il richiamo di Maggioni

Anche Forza Italia parla di "un inizio di campagna elettorale decisamente non equilibrato". Nel mirino nel centrodestra anche le possibili nomine dei vicedirettori dei tg, anche del Tg1, dopo i job posting aziendali, che sarebbero, a suo dire, troppo orientate a sinistra. "La destra di Salvini-Meloni-Berlusconi torna ad agitare il manganello contro il servizio pubblico e la sua autonomia", replica Andrea Romano del Pd. Nel pomeriggio il richiamo della Maggioni in una lettera alla redazione. "Siamo nel mezzo di una campagna elettorale estremamente complessa che richiede il massimo della nostra concentrazione e professionalità - scrive -. Il nostro dovere è quello di andare in onda restituendo ai nostri spettatori il senso di sobrietà e di totale equilibrio proprio del servizio pubblico".

Le scuse

La giornalista ha poi espresso le sue scuse: “Mi rendo conto che una battuta venuta male, nella rassegna delle 7 del mattino, sta dando spazio a interpretazioni distorte del mio pensiero”, si legge in una nota di Anzaldo, “nella conversazione con Alessandro Barbano ho chiosato sulla metafora calcistica, ma il risultato finale è stato diverso da quello che avrei voluto. Nelle mie intenzioni parlavo ancora di calcio. Poiché il tono è stato avvertito come improprio, me ne scuso”.

Regolamento sulla par condicio

Proprio ieri l'Agcom ha approvato il regolamento sulla par condicio, dopo l'ok della Commissione di Vigilanza arrivato martedì. Il regolamento prevede, per la prima volta per le elezioni politiche e dopo l'esordio nella campagna per le europee del 2019, che le piattaforme per la condivisione dei video siano tenute ad assumere ogni utile iniziativa volta ad assicurare il rispetto dei principi di tutela del pluralismo, della libertà di espressione, dell'imparzialità, indipendenza e obiettività dell'informazione nonché ad adottare misure di contrasto ai fenomeni di disinformazione.