La denuncia di una giovane infermiera: “Mi hanno distrutto la macchina e mi chiamano pervertita”

Intanto la Camera ha approvato il primo dei 10 articoli della legge contro l'omotransfobia e la misoginia

di C. M.

Nel 2020 resistono ancora sacche di gretta mentalità medievale anche in una grande città come Genova, dove un’infermiera 23enne ieri è andata a prendere la sua auto per recarsi al lavoro e l’ha trovata tanto danneggiata da non poterla usare: specchietto divelto e tutte e quattro le ruote forate. La colpa di questa giovane, agli occhi dei responsabili dei danneggiamenti? Essere lesbica. E infatti quelli che la donna ha identificato come i suoi vicini di casa, oltre a prendere di mira il suo mezzo di trasporto, la bersagliano con insulti sessisti e omofobi.

La video denuncia

All’ennesima prevaricazione Camilla Cannoni ha fatto un video, di sé e dell’auto, e lo ha postato sul suo profilo Tik Tok: «I vicini mi hanno distrutto la macchina, mi chiamano puttana e pervertita», e poi l’inutile aiuto chiesto alle autorità. Inutile perché le forze dell’odine alle quali si è rivolta si sono dette impossibilitate ad agire. Sembra che finché non ci scappi il ferito, se non il morto, non sia possibile perseguire gente di tal fatta.

La solidarietà sui social

Camilla, che si appella anche alla comunità Lgbt, ha però raccolto sui social la solidarietà di tantissime persone e il suo commovente video sta diventando virale. La speranza è che un’onda di vergogna sommerga i suoi vicini tanto violenti e meschini. E che magari la polizia si adoperi per fare ciò che non può fare la vergogna, visto che è difficile ne provino.

La legge contro l'omotransfobia e la misoginia

Intanto ieri la Camera ha approvato il primo dei 10 articoli della legge contro l'omotransfobia e la misoginia, che costituisce il cuore del provvedimento. In favore 249 deputati della maggioranza, contrari 181 del centrodestra. Con un emendamento della maggioranza anche i disabili vengono tutelati dagli atti di discriminazione e violenza. L'articolo interviene sulla legge Mancino che punisce con il carcere i reati di violenza e istigazione alla violenza per motivi razziali. Il testo aggiunge tra i reati punibili con la detenzione gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione "fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità".

L’esame continua

La Camera ha anche approvato un emendamento della maggioranza che riformula la cosiddetta "clausola salva idee", introdotta all'articolo 3 del testo. I sì sono stati 240 (la maggioranza), i no 157 (Lega e Fi) e 31 gli astenuti (Fdi). L'emendamento afferma che "sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti". L'esame del ddl riprenderà oggi.