Con la Regina in isolamento e Carlo positivo al Covid 19, prove generali da re per William

Elisabetta II è nel castello di Windsor per l’autoquarantena, l'erede al trono isolato in Scozia. Tocca quindi al secondo in linea di successione

TiscaliNews

Dopo la notizia del contagio da Covid 19 dell'erede al trono dei Windsor, Carlo, le battute e i giochi di parole, anche i più scontati, sull’unica corona (virus) che, potrebbe mai stringere il 71enne figlio di Elisabetta II si sono sprecate. Ma in realtà la situazione è seria e carica di conseguenze soprattutto per il 37enne William chiamato a fare le veci della corona britannica.

Reali in quarantena

All’inizio della settimana scorsa, la regina Elisabetta e il principe Filippo si sono rifugiati nel castello di Windsor per iniziare l’autoquarantena. Kate Middleton e William, invece, si sono spostati con i tre figli da Kensington Palace, Londra, alla tenuta di campagna nel Norfolk. Carlo e Camilla sono al castello di Balmoral, in Scozia. E da lì ieri, 25 marzo, è arrivata la notizia della positività al del principe del Galles, segno tangibile che la pandemia non solo continua a diffondersi nel Regno Unito sulla scia di tanti altri Paesi, ma che nessuno è necessariamente al sicuro. Non importa quanto in alto o quanto protetto sia.

Regno Unito in lockdown

La notizia è deflagrata in una nazione entrata nello scenario d'un vero lockdown solo da un paio di giorni, dopo il graduale cambio di passo del premier Boris Johnson rispetto alle speranze iniziali di una diffusione diluita sull'isola. Una nazione in cui il numero dei contagiati s'impenna, quello dei morti pure (con i primi giovanissimi, una ventunenne inglese e - pare - un 19enne italiano), mentre il Parlamento chiude i battenti a scopo cautelare anticipando di una settimana la pausa di Pasqua.

I rischi per il 71enne Carlo

E ai guai della gente comune si aggiunge il timore delle istituzioni sul futuro di una famiglia reale attempata: timori che non risparmiamo la pur inossidabile regina, 94 anni fra un mese. Il principe di Galles, ha fatto sapere un portavoce di Clarence House, manifesta al momento sintomi lievi e "per il resto è in buona salute". La diagnosi è stata certificata da un tampone fatto a domicilio da personale del sistema sanitario nazionale (Nhs) nel castello di Balmoral, in Scozia, dove si trovava in isolamento precauzionale già da alcuni giorni con la consorte Camilla, duchessa di Cornovaglia, che invece ha superato indenne l'esame. Per ora il ricovero in ospedale non viene neppure ipotizzato, ma data l'età la prudenza è d'obbligo.

Regina auto-isolata

Non è mancata la rassicurazione immediata sulle condizioni della regina, che a sua volta si è "auto-isolata" dalla settimana scorsa nel castello di Windsor assieme al quasi 99enne principe Filippo. "Sua Maestà è in buona salute e segue gli appropriati consigli" medici a tutela del suo "benessere", si è puntualizzato da Buckingham Palace a stretto giro. Il più recente incontro fra madre e figlio, aveva già sottolineato del resto lo staff di Carlo, risale al 12 marzo, in una cerimonia che è stato l'ultimo impegno ufficiale per l'erede: data tranquillizzante, stando ai medici di corte, secondo cui è da escludere che il padre di William e Harry possa essere stato infettivo prima del giorno 13. Altri esperti, citati da Sky, non sono tuttavia così sicuri.

Prove generali da re per William

Il principe di Galles ha ricevuto le telefonate dei figli. In particolare William, che si trova a Amner Hall nel Norfolk insieme alla moglie Kate e ai tre figli e sulle cui spalle, con nonna e padre costretti a un prudente isolamento potrebbero poggiare responsabilità più pesanti del previsto. Una sorta di primo test per il futuro re. Si è fatto sentire anche Harry dal Canada dove ormai vive insieme alla moglie Meghan Markle senza più nessun ruolo ufficiale nella famiglia reale. L'ultimo incontro tra tutti loro è avvenuto al Commonwealth Day il 9 marzo scorso, quando nel Regno Unito la vita pubblica proseguiva senza nessun vistoso cambiamento, malgrado fosse già galoppante, secondo uno studio dell'Università di Oxford, un contagio che avrebbe portato la metà della popolazione a essere infettata: secondo un modello messo a punto dalla professoressa Sunetra Gupta, docente di epidemiologia, il Covid-19 è nel paese almeno da metà gennaio, un mese e mezzo prima che fossero registrati i primi contagi ufficiali.