La sfida di Caterina Simonsen: mamma nonostante sia affetta da 4 malattie genetiche rare

La 30enne padovana era stata costretta a sparire dai social perché diventata bersaglio dell’odio animalista dopo avere parlato dell’importanza della sperimentazione sugli animali

La foto postata su Instagram da Caterina Simonsen
La foto postata su Instagram da Caterina Simonsen
TiscaliNews

Da bersaglio di odio social a felice mamma del piccolo Tommaso. Quella di Caterina Simonsen, 30 anni padovana e affetta da quattro malattie genetiche rare, è una parabola felice che oggi la vede stringere al petto un insperato frutto d’amore e perseveranza, come racconta La Repubblica. «Quando mi vedevano attaccata giorno e notte a un respiratore meccanico mi chiedevano: ma è vita questa? Oggi lo posso dire. Certo che è vita. Anzi, è il mio miracolo».

In ritorno sui social

Caterina è costretta a vivere quasi in simbiosi con un respiratore meccanico ma è stata capace di dare la vita al piccolo Tommaso, nato il 28 marzo scorso con un peso che “nemmeno raggiunge il più piccolo degli attrezzi che si possono trovare in una palestra”. Questo le ha dato la forza di riapparire sui social dei quali si era privata dopo gli attacchi dei cyber bulli. Caterina Simonsen, che è affetta da quattro malattie genetiche rare che colpiscono polmoni, fegato, sistema immunitario e diaframma, si è trovata a dover lottare anche contro la cattiveria dei social network, per avere parlato della sua malattia e dell'importanza della sperimentazione sugli animali. È stata subissata di messaggi crudeli da parte di alcuni animalisti furiosi che le auguravano di morire e di non essere degna del sacrificio di una vita animale.

Il suo blog

Caterina è così scomparsa da Facebook e dopo quasi quattro anni è ancora delusa e arrabbiata. La sua felicità la racconta invece su Instagram e su un blog personale: "breathemamma.blogspot.com". Breathe, respiro. La difficoltà più grande, come racconta al "mattino di Padova". Nel 2014 ha lanciato sui social la campagna #IoconoscoleMR a favore della ricerca scientifica e della sperimentazione animale.

La famiglia

Dopo le offese e le minacce da parte del mondo animalista, ha conosciuto Domenico e con lui ha realizzato il sogno di una famiglia. “Domenico ed io abbiamo fatto prima tutti i test. Lui non è portatore sano: nessun rischio per il bimbo”. Ovviamente il percorso è difficile perché Caterina deve assumere ogni giorno un mix di medicine salvavita. "Ho dovuto interrompere due gravidanze" rivela sempre al "Mattino di Padova" poi grazie al direttore di Fisiopatologia Respiratoria Andrea Vianello ho ricominciato a crederci". Ora c’è il piccolo Tommaso che lei tiene in braccio nonostante le cannule e le maschere d'ossigeno. "E' il mio piccolo grande miracolo", ripete.