Milleunadonna

All'Inferno e ritorno: guarisce dall'anoressia e racconta il calvario sui social. La storia di Connie

Discesa agli Inferi e ritorno. Quella di Connie è una storia vera di sofferenza e di coraggio che merita di essere raccontata perché tante ragazze, vedendola e leggendola, potrebbero finalmente trovare la spinta e la motivazione necessaria per risollevarsi da quel buco nero che si chiama anoressia. Nel quale si precipita quasi senza accorgersene e dove le voci disperate di familiari, amici o fidanzati finiscono per essere un rumore di fondo che difficilmente ha presa verso chi ne soffre.

Lei è Connie Inglis, una ragazza inglese di Leeds che un anno fa ha iniziato ad avere dei disturbi alimentari divenuti sempre più gravi fino a renderla mentalmente fragile: «Ero così malata che avevo rinunciato a tutto. Volevo morire», ha raccontato Connie che ha deciso di mostrare gli effetti della malattia e la sua rinascita sul suo profilo Instagram che si chiama "My Life without Ana" ovvero "la mia vita senza l'anoressia".

Ecco cosa scrive nella presentazione del suo blog: "Non sono abbastanza magra per avere un disturbo alimentare!". Questo è quello che la mia testa mi urla costantemente! Non mi sono mai sentita abbastanza malata e non sono mai stato abbastanza sottile. Ma questonon è vero !!!! Quali sono i criteri per stabilire di avere un disturbo alimentare? Io lo so bene...".

Già, perché quando si parla di anoressia si fa sempre riferimento a ragazze magrissime ma in realtà si può soffrire di questa malattia mentale anche se non si è ancora scheletriche. E connie Inglis lo sa bene: "Ho lottato con il mangiare per la maggior parte della mia vita, ma sono stata considerata un peso 'normale' per la maggior parte del tempo.Ma avere un disturbo alimentare non significa essere un bastone sottile o non mangiare. Vuol dire che c'è una voce nella tua testa che ti parla costantemente dicendo che non sei abbastanza buona, che non meriti le cose belle della vita. È l'ossessione del cibo. È trovarsi a vivere una vita nella quale improvvisamente tutto il mondo ruota intorno ad esso. Se non si mangia, non si può smettere di pensare a quanto si vuole mangiare. Se si mangia non si può smettere di pensare a quanto si desidera non averlo fatto. Non ci si può vincere. Si tratta di una battaglia senza fine che si svolge dentro la tua testae che non molla mai".

Parole sincere che suonano come schiaffi capaci di risvegliare dal torpore tante ragazze e tante famiglie che si trovano a fronteggiare questa malattia: "I medici ci hanno sempre detto che bisogna essere al di sotto di un certo indice di massa corporea per essere considerato "malato" abbastanza per chiedere aiuto o per entrare in una sorta di trattamento. Ma quello che non capiscono è che avere un disturbo alimentare non è su quanto si pesa, ma su quale sia il tuo rapporto con il cibo".

Connie per tanti mesi ha negato al mondo ma prima ancora a se stessa di avere un problema. Si nascondeva sotto vestiti larghi e liquidava rapidamente chiunque le chiedesse qualcosa sul suo reale stato di salute. Ma il malessere era tale che è stata ricoverata tre volte in ospedale per i gravi effetti della denutrizione. Per mesi la famiglia e il fidanzato le sono stati vicini, fino a quando la ragazza non ha deciso di entrare in una comunità per farsi aiutare: "Erano lì per ricordarmi di provarci e così ho fatto. Per la prima volta, mi sono resa conto di amare queste persone alla follia".

Il punto più basso della discesa all'Infrerno l'ha toccato nel dicembre del 2015, quando è stata ricoverata e sottoposta ad alimentazione via flebo.