Con il Covid 19 anche la povertà è contagiosa: un milione i bimbi indigenti, ad alcuni manca anche il cibo

In base al rapporto di Save The Children rischiano di raddoppiare a due milioni, serve un piano per la crisi economica e la povertà educativa

Didattica a distanza (Ansa)
Didattica a distanza (Ansa)
TiscaliNews

Che la pandemia se la prenda soprattutto con i più deboli è ormai evidente. L'emergenza Coronavirus non solo sta aggravando le disuguaglianze di quel milione di bambini e adolescenti che da anni in Italia vive in stato di assoluta indigenza, ma rischia di aumentare il numero di minori in difficoltà facendoli presto raddoppiare a due milioni se non si ricorrerà subito ad un piano straordinario per l'infanzia e l'adolescenza per fronteggiare l'impatto con la crisi. Questi sono i dati diffusi da Save The Children che ha lanciato la campagna di sensibilizzazione "Riscriviamo il Futuro": da una parte per aiutare 100.000 bambini che vivono nelle zone più degradate del Paese e dall'altra per lanciare un manifesto per chiedere al Governo, al Parlamento, alle Regioni, ai Comuni, di affrontare la crisi economica ripartendo proprio dai bambini.

Il rischio di restare indietro

Minori che secondo Save The Children in conseguenza della pandemia sono schiacciati tra la povertà crescente, la mancanza di opportunità educative, le difficoltà nella didattica a distanza e il mancato accesso alle attività educative extrascolastiche. Per molti di loro la prospettiva è rimanere indietro, in alcuni casi, essere spinti ad un isolamento che può portare all'abbandono della scuola.

Genitori senza lavoro

Il manifesto è stato già sottoscritto da oltre cento nomi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, della musica e del giornalismo, dell'impresa e dello sport. I numeri presentati da Save The Children sull'impatto del Coronavirus sulla povertà educativa delineano una situazione drammatica. Quasi 1 genitore su 7 tra quelli in condizioni socio-economiche più fragili, pari al 14,8%, ha perso il lavoro per via dell'emergenza Covid-19, oltre la metà lo ha perso temporaneamente.

Difficoltà a fare i compiti

Circa 1 minore su 5 ha più difficoltà a fare i compiti rispetto al pre-Covid, tra i bambini tra gli 8 e gli 11 anni e quasi 1 su 10 non segue mai le lezioni a distanza o lo fa meno di una volta a settimana. Più di 6 genitori su 10 stanno facendo i conti con una riduzione temporanea dello stipendio (compresi quanti sono in cassa integrazione o in congedo parentale) tanto che rispetto a prima del lockdown la percentuale di nuclei familiari in condizione di vulnerabilità socio-economica che beneficia di aiuti statali è quasi raddoppiata, passando dal 18,6% al 32,3%.

Meno cibo

Il dato che fa toccare con mano quanto l'emergenza Covid abbia avuto risvolti diretti e immediati sulla vita delle famiglie emerge da un sondaggio fatto per conto di Save The Children durante il lockdown su oltre 1000 famiglie. Quasi la metà di tutte le famiglie con bambini tra gli 8 e i 17 anni intervistate, pari al 44,7%, ha dovuto ridurre le spese alimentari e il consumo di carne e pesce (41,3%). Un dato ancora più allarmante - sottolinea Save The Children - se si considera che prima del lockdown il 41,3% delle famiglie più fragili beneficiava del servizio di mensa scolastica per i propri figli e per quasi tutti loro (40,3%) questo servizio era esente o quasi da pagamenti. Il 21,5% delle famiglie non ha potuto comprare medicinali necessari o ha dovuto rinunciare alle cure mediche necessarie per mancanza di soldi. Una famiglia su cinque, infine, è dovuto ricorrere a prestiti economici da parte di familiari o amici e il 15,5% ha dovuto fare conto su aiuti alimentari. Quindi il rischio per bambini e adolescenti ai tempi del Coronavirus è già una triste realtà.