La risposta di Damiano dei Maneskin all’accusa di Emma Marrone di sessismo agli Eurovision

La cantante salentina aveva messo a confronto l’osannata esibizione dei vincitori del concorso, con la sua esibizione del 2014 assai criticata soprattutto per il look

TiscaliNews

Fa ancora parlare lo sfogo di Emma Marrone per il trattamento “sessista” ricevuto all’Eurovision del 2014, messo a confronto con l’ottimo risultato ottenuto quest’anno dai Maneskin. E dopo la replica velenosa alla cantante salentina da parte di Selvaggia Lucarelli, secondo la quale non si deve “scomodare il sessismo quando non serve”, arriva pure la reazione di uno dei diretti interessati: Damiano dei Maneskin.

Giudizio feroce sulle donne

Proprio lui e il suo acclamato look a petto nudo sono stati paragonati da Emma alla sua mise del 2014 con i criticatissimi shorts. Ci si poteva aspettare una risposta piccata e acida, invece Damiano ha dimostrato ancora una volta di essere un signore. «Il giudizio facile contro il femminile è più feroce, costante, svilente – ha affermato in un’intervista a Vanity Fair – Se io faccio tanto sesso sono un figo e Vic una puttana. Dove io mi mostro forte sono un leader e Vic una dispotica e rompipalle, che ha successo perché è bona. Da maschio sono privilegiato».

Estetica e professionalità

Ed ecco il passaggio dedicato in particolare alle questioni di look: «I commenti sulla mia estetica sono incentrati solo sulla mia estetica e non vanno a insinuare nulla sulla mia professionalità e la mia competenza, mentre le donne sono vittime di questo tipo di pensiero in maniera sistemica». Dimostrando poi una sensibilità rara in un uomo, e soprattutto in un giovane uomo, il pensiero di Damiano spazia poi su ciò che tante donne, non solo del mondo dello spettacolo, si trovano a dovere affrontare: «Le molestie che subisco non sono paragonabili a quelle che vive una donna. Certo – ammette ancora Damiano – mi è successo di ritrovarmi dal niente con una che tirandomi a sé per un selfie mi ha iniziato a leccare la faccia… “Ma che vuoi, me l’hai chiesto?”. Il consenso esiste, ed è doveroso».