“Un’italiana doc è bianca”: il consigliere leghista contro la modella italo–senegalese. Ma Luca Zaia reagisce così

Dalla provincia vicentina alla copertina di Vogue ma per Daniele Beschin “una chiampese doc è una ragazza solare, bianca”. Il consigliere è stato espulso dalla Lega

TiscaliNews

Quelle poche parole sulla "bellezza veneta bianca" gli hanno attirato prima le accuse di razzismo da parte della sinistra ma anche da Luca Zaia, e infine Daniele Beschin è stato espulso dal gruppo della Lega al Comune di Arzignano (Vicenza). Fatale a Beschin, che è anche coordinatore di Forza Nuova della provincia di Vicenza, sono stati i commenti su Facebook all'esultanza del sindaco di Chiampo (Vicenza) per la conquista della concittadina Maty Fall Diba, modella diciottenne di origini senegalesi e italiana a tutti gli effetti, finita in copertina su Vogue Italia con tanto di scritta "Italia".

Il commento stigmatizzato

"Per me una chiampese doc è una ragazza solare, bianca", aveva postato Beschin, e subito era stato ripreso dal sottosegretario all'Interno Achille Variati che l'ha definita "una posizione semplicemente, incontrovertibilmente, disgustosamente razzista. Che non possiamo accettare e che è incompatibile con la funzione pubblica di un consigliere comunale". E il presidente leghista del Veneto Luca Zaia ha rincarato la dose, sottolineando che "per noi è veneta al 100%, figurarsi se sto qui a fare distinzioni su dove è nata, è vissuta o si è formata", e auspicando "una legge che tappasse la bocca" a chi in rete dice "cazzate".

I precedenti

Quello contro Maty Fall Diba è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi rivolti a professioniste del mondo della moda o dello spettacolo che hanno "la colpa" di non essere bianche. Era già accaduto a Deni Mendez, eletta Miss Italia nel ’96, e più di recente alla cingalese Sevmi Fernando, che ha partecipato a Miss Italia lo scorso anno.

Beschin: “Non era razzismo”

Alla fine lo stesso Beschin ha reso nota l'espulsione dal gruppo comunale leghista di Arzignano, sostenendo di essere stato vittima di "giochi di palazzo e guerre fratricide interne alla Lega che non mi riguardano". Quanto alle sue frasi "di razzismo non c'era nulla". "Il mio commento - sostiene Beschin - era riferito solo a dei canoni di bellezza e non al fatto che la bellissima Mati sia una ragazza italiana, fatto indiscutibile. La stessa cosa per intenderci varrebbe se un ragazza italiana vivesse da tempo in Cina. Pur essendo integrata in quel paese rimarrebbe una bellezza italiana. Negare che ci sia una bellezza tipica della nostra terra, così come una tipicamente africana, asiatica, sudamericana e così via, è cadere nell'ipocrisia. Un'ipocrisia pericolosa che nega le differenze, anziché riconoscerne la bellezza e il valore. Il vero razzismo è di chi non vede la bellezza nelle diversità. Evviva dunque le diversità. Evviva chi non rinuncia ad essere se stesso, e auguro sinceramente a Mati - conclude - il grande successo che merita".