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E' ancora polemica su Elisabetta Franchi: la riposta dell’imprenditore che assunse una donna incinta

Da Simone Terreni, il titolare dell'azienda VoipVoice, all’Estista Cinica fino alle Imprenditrici Aidda: tutte contro la stilista che non premia le donne nella sua azienda per timore che abbiano figli

TiscaliNews

Non c’è più pace per l’imprenditrice Elisabetta Franchi, dopo le sue dichiarazioni sulle lavoratrici della sua azienda e le precisazioni fatte per meglio chiarire la sua posizione pare che non sortiscano effetto. Anzi, da parte di colleghi imprenditori, sindacati ed istituzioni, è una corsa ai distinguo se non ai biasimi più espliciti. Uno dei più critici è Simone Terreni, il titolare dell'azienda VoipVoice di Montelupo Fiorentino (Firenze), che nei mesi scorsi è balzato agli onori delle cronache per avere assunto una giovane donna che, al colloquio per l'assunzione, gli aveva rivelato di essere incinta. Un episodio che va nella direzione opposta a quella propugnata da Franchi.

Assunse donna incinta: “Franchi non è un’imprenditrice”

"Lei non è un'imprenditrice, ma una donna d'affari, abituata ad avere le persone al suo servizio h24. Un imprenditore invece è al servizio dei propri collaboratori, e non viceversa", ha scritto Terreni in un post su LinkedIn, indirizzato proprio alla stilista. "Un imprenditore non ha paura di una gravidanza, ma è felice se con la sua azienda aiuta giovani madri e giovani padri a dare la vita a delle creature", ha scritto Terreni, rivolgendosi alla collega dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni della stilista sull'opportunità o meno di assumere donne under 40, e invitandola a un confronto pubblico. "Non entro nel merito delle sue affermazioni discriminatorie - ha aggiunto l'imprenditore toscano - che si commentano da sole. Le faccio rilevare che se effettivamente si fosse comportata così sarebbe semplicemente fuori legge".

La sfida

Terreni, che prima non conosceva Franchi, afferma di averla conosciuta dopo essere stato “taggato” in molti post che riprendevano il pensiero della stilista: “In poche ore però mi sono arrivati molti messaggi e sono stato taggato in vari post dove si parlava di lei. Mi si chiedeva un’opinione in merito a una sua intervista che ha suscitato un vespaio, ed è finita su tutti i social e tutti i media. In essa affermava, fiera e spavalda, che per certi ruoli dirigenziali preferiva assumere uomini, perché una donna giovane può rimanere incinta e creare un danno all’azienda se resta assente per un lungo periodo. E se assumeva donne le prendeva negli anta. Dice testuale: ‘Se dovevano far figli o sposarsi lo avevano già fatto e quindi io le prendo che hanno fatto tutti i giri di boa, sono al mio fianco e lavorano h24’. Qualche settimana fa era toccato a me finire su tutti i social e su tutti i giornali per una vicenda opposta alla sua”. E qui arriva la lezione: “Un imprenditore assume le persone in base alle capacità e alle competenze e non in base al sesso o all’età. Un imprenditore sa pianificare e non teme di perdere una collaboratrice per qualche mese. Un imprenditore non ha paura di una gravidanza ma è felice se con la sua azienda aiuta giovani madri e giovani padri a dare la vita a delle creature. Perché un bambino, lo ridico, non può mai essere un problema”. E alla fine un post scriptum: “Mi piacerebbe fare un incontro pubblico con lei, un dibattito, un confronto. Sarebbe davvero interessante se uno di questi giornalisti, che hanno parlato prima di me e poi di lei, lo organizzasse”.

L’Estetista Cinica: "In azienda H24? Non serve anzi"

Al fare il paio con le dichiarazioni di Terreni, c’è poi un’altra collega di Elisabetta Franchi, Cristina Fogazzi, in arte “l’Estetista Cinica” che intervistata dal TgZero di Radio Capita dice: “Io sono un po’ orientata diversamente. Nella mia azienda ho 61 dipendenti di cui 7 uomini, il resto sono donne fra i 25 e i 35 anni e in questo momento ne ho 4 in maternità. Se lo vorranno, spero che tutte potranno avere dei figli e un’azienda che le supporta. Non mi piace mettere alla gogna le persone, dico solo che il mio sogno è di fare imprenditoria in maniera sana. Va detto che lo Stato italiano non supporta molto le donne in maternità però credo che dall’altra parte un imprenditore che fa funzionare bene la sua azienda può ricavare margini per far star bene i propri dipendenti che sono quelli che fanno l’azienda, da solo non ha mai fatto grande impresa nessuno. Guardiamo a quello che ci ha insegnato Olivetti e meno a queste cose. Un’altra cosa che mi sento di dire è che stare in azienda H24 porta a non avere più la misura di quello che è lo spirito dei tempi al di fuori, mi fa molto piacere che i miei dipendenti abbiano tempo per respirare la vita, per fortuna non siamo fatti solo di lavoro. Quando si sta troppo focalizzati su un micromondo ci si perde tutta la sfumatura intorno e invece la sfumatura è bella da portare dentro l’azienda, è un arricchimento”.

Imprenditrici Aidda: posizione Franchi preistorica

Ma c’è chi ci va giù pesante con i giudizi. "Quella dell'imprenditrice Elisabetta Franchi è una posizione preistorica. Prendiamo le distanze da pensieri che denotano un approccio antiquato, competitivo, aggressivo". A dirlo è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, l'Associazione imprenditrici e donne dirigenti d'azienda, commentando le dichiarazioni dell'imprenditrice Franchi ('Assumo donne solo dopo i 40 anni perché hanno già fatto figli’), che è anche socia di Aidda. "L'imprenditrice Franchi - dice Giachetti - non rappresenta certamente la nostra posizione. Dalle sue dichiarazioni emerge anche un approccio improduttivo di quelle necessarie trasformazioni nell'organizzazione del sistema economico sociale che, oggi, sono sempre più urgenti come l'ampliamento delle infrastrutture sociali, la sanità di prossimità che permettono di portare il valore della cura in tutta la società (e non solo nell'ambito delle strette mura familiari) e permettono alle donne di dare il loro imprescindibile contributo alla società in ogni loro età".

Bonetti: da Franchi frasi forti che evidenziano discriminazioni

E le istituzioni cosa dicono? Perché se Elisabetta Franchi si è dimostrata portatrice di una visione retrograda e sessista dell’imprenditoria, è anche perché tutto grava sulle spalle delle lavoratrici che non hanno alcun sostegno da parte dello Stato. "Bisogna mettere le imprese italiane nelle condizioni di non dover più pronunciare un discorso come quello di Elisabetta Franchi. Una resa alla discriminazione delle donne nel mondo del lavoro. Non è vero che ho taciuto, non ho commentato ma ho dato risposte concrete, così come dovrebbe sempre fare chi ha un ruolo di governo". Lo afferma la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, in un'intervista a La Repubblica. "Ritengo che siano state frasi forti, che hanno evidenziato criticità e discriminazioni, e mettono in luce anche reali difficoltà delle aziende nei confronti del lavoro femminile e della maternità - prosegue -. Alle quali ho risposto spiegando quali misure concrete, a cominciare dal Family act, il governo ha messo in campo proprio per evitare questa discriminazione. Dagli asili nido ai congedi parentali per i padri". L'imprenditrice e stilista Franchi ha affermato di assumere solo donne più grandi, che sono già state madri. "Considero la maternità così tanto un valore sociale da aver puntato alla decontribuzione del lavoro femminile per le donne che rientrano al lavoro dopo la maternità - racconta la ministra -. E ritengo che ci debba essere un maggiore sostegno alle aziende anche durante i congedi di maternità che sono pagati soltanto in parte dallo Stato. A chi mi critica dicendo che con queste misure abbiamo già tolto ogni alibi alle imprese nei confronti dell'assunzione delle donne e delle donne giovani". Inoltre "il congedo obbligatorio di maternità è un diritto intoccabile della mamma e del figlio. Un tempo fondamentale da proteggere. Poi se un'imprenditrice vuole tornare in azienda a 48 ore dal parto, libera di farlo", conclude.