Elvezia, la protagonista di Riccanza che non vuole dire il suo cognome e fa l’impiegata

La 29enne è laureata in comunicazione e gestione dei mercati dell’arte, sogna di aprire un ristorante di lusso ma nel frattempo lavora nell’amministrazione di un ospedale e pranza in mensa

Sarà una delle protagoniste di Riccanza, il docu-reality italiano trasmesso dal 4 dicembre da MTV Italia (in esclusiva su Sky al canale 130) dedicato ai giovani ricchi italiani. Ma Elvezia, 29enne originaria di Napoli che vive a Villa Lurani Cernuschi (ex contea del 1600) in provincia di Bergamo, è tutto fuorché una figlia di papà. In un programma che racconta la vita di alcuni ragazzi tra studio, lavoro e tempo libero, accomunati per il fatto di essere estremamente ricchi, lei è un’anomalia visto che di professione fa l’impiegata in un ospedale.
“Timbro ogni giorno alle 7.30 del mattino e lavoro fino alle 16.30”

E come mai una giovane protagonista di Riccanza fa l’impiegata?
“Preferisco non rivelare il motivo. Sono laureata in comunicazione e gestione dei mercati dell’arte e della cultura, ho iniziato a lavorare in una casa d’aste, poi mi è stata offerta questa opportunità di lavorare nel settore dell’amministrazione di un ospedale e ho accettato ma è una cosa temporanea. Il mio sogno è aprire un ristorante di lusso e infatti per questo mi sto preparando”.

Ma quello sul suo lavoro non è l’unico segreto di Elvezia che infatti si presenta senza cognome.
“Perché voglio tenere fuori da questa esperienza la mia famiglia”.

Com’è la giornata tipo di Elvezia?
“Durante la settimana ho una vita piuttosto ‘normale’. Mi sveglio tutti i giorni alle 5.30 perché abito lontano dal posto di lavoro dove devo entrare alle 7.30. Sto tutto il tempo in ufficio: ho una pausa di mezzora durante la quale pranzo nella mensa dell’ospedale. Alle 16.30 esco e quel punto mi dedico ai miei hobby: sport, uscire con gli amici e shopping. Nel weekend mare o montagna perché mi piace molto viaggiare ed essendo benestante mi posso permettere di dedicarmi a sfizi sani come i viaggi e lo sport”.

Perché partecipa a Riccanza?
“Perché mi piace sperimentare, l’ho fatto un po’ per gioco ma magari viene fuori qualcosa di interessante. È un programma di intrattenimento molto leggero, che tratta tutto con ironia e nel quale mostrerò ciò che sono, ciò che faccio nella vita e di cui non mi devo vergognare”.

A proposito di vergogna: molti detrattori del format tv accusano i protagonisti di ostentare la propria disponibilità economica in un contesto di crisi economica.
“Io non penso di ostentare e l’ostentazione non mi piace. Ciò che mostro nel programma è la vera Elvezia ed è di dominio pubblico che io sia benestante. Del resto dalle critiche si può sempre imparare, pure da una frase detta con cattiveria si può estrapolare ciò che può aiutarci a migliorare”.

Sappia che sarà molto invidiata.
“Penso di non risultare antipatica perché sono una persona molto sobria. È brutto ostentare: mostrarsi per quello che si ha e non per quello che si è. È anche per questo che evito di nominare il mio cognome. Voglio essere Elvezia e non una rappresentate di una famiglia con un grosso patrimonio. Io non sono nata ricca perché la mia famiglia in principio non lo era. Mio padre è figlio di un ferroviere e mia mamma di un impiegato del comune. La nostra ricchezza è frutto del duro lavoro di mio padre e di mia madre. Quindi io so cosa significhi fare sacrifici e per questo ho molto rispetto per il valore delle cose. Sarà per questo che non faccio mai acquisti senza riflettere anche se posso permettermi di comprare cose bellissime e costosissime. È brutto buttare i soldi e io sono consapevole di cosa voglia dire faticare. Anche per questo lavoro in ufficio: perché è giusto che uno si renda conto che i soldi non arrivano dal cielo”.

Il prossimo sogno di Elvezia?
“Raggiungere i 6200 metri sull’Everest in mountain bike. Perché io sono un po’ folle”.